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Maledetta Bolkestein. Oggi in piazza a Roma contro le direttive europee

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Intervista a uno degli ambulanti che hanno manifestato oggi a Roma. Per mesi i mercati di quartiere hanno esposto striscioni contro la direttiva Bolkestein. Le ragioni dell’opposizione ai diktat dell’Unione Europea si sono diffuse assai più capillarmente degli slogan dei no global (che da tempo tacciono su questi aspetti). A protestare contro l’ennesima liberalizzazione burocratica (ossimoro veritiero) sono gli ambulanti, quelli che alle cinque e mezzo di mattina allestiscono i loro banchi nei mercati e forniscono prodotti a prezzi calmierati. Oggi sono tornati a protestare in piazza della Repubblica. Radiocittaperta.it li ha sentiti.

Un saluto agli ascoltatori, siamo in diretta, sentite sullo sondo una manifestazione qui a Roma contro la direttiva Bolkestein. Al telefono con noi c’è Francesco, un ambulante di Bari venuto per la manifestazione e che ci spiega il perché di questa protesta.

 

Buongiorno Francesco. Oggi state protestando in piazza. Di cosa stiamo parlando, che cosa è la direttiva Bolkestein?

Parliamo di una normativa servizi chiamata Bolkestein. In pratica l'Europa ha creato questa normativa  per dare pari diritti e pari opportunità in tutti gli stati membri dell'Europa.  Già questo è qualcosa che cozza con la realtà, perché sono solo due gli stati membri che hanno recepito la direttiva, dei quali uno, che è la Spagna, l'ha prorogata per 65 anni, quindi già partiamo con qualcosa che è contraria a quello che dice la normativa europea, nel senso che con questa legge, tutti possono venire ad esercitare in Italia, ma noi italiani non possiamo andare ad esercitare all'estero. Partiamo dal presupposto che noi siamo ambulanti. Loro definiscono questa direttiva come sfruttamento delle risorse naturali, quindi già la cosa è un pochettino comica, se la vogliamo chiamare così, per il semplice motivo che noi apriamo per strada o sui  marciapiedi e i marciapiedi e la strada penso che non possano essere definite risorse naturali. Lo Stato e il governo ci avevano dato una proroga al 2020, poi per altri motivi che non riusciamo ancora a comprendere, è diventata proroga al 2018 per le scadenze delle concessioni, e i comuni che hanno avviato già le pratiche per le selezioni possono continuare,  chi non le ha avviate le deve avviare. Quindi un ennesimo controsenso. Ecco perché siamo riuniti, tutti gli ambulanti d'Italia, proprio per manifestare al governo il nostro dissenso in merito a questa direttiva che non prevede il commercio ambulante in questa normativa. Noi apriamo sulle strade, sui marciapiedi, ribadisco, e non sono risorse naturali.

 

Poi ci sono situazioni molto molto diverse le une dalle altre. Per esempio i mercati rionali…

I mercati rientrano tutti in questa normativa. La sostanza è una: noi oggi ci troviamo qui a protestare perché nel 1998, con la legge  Bersani, la nostra attività è diventata pari ad un'impresa. Mi spiego meglio. Le concessioni sono diventate un atto di compravendita, con il nome di ramo d'azienda, quindi ognuno di noi era libero di comprare o vendere la propria concessione tramite atto notarile, che prevede anche delle tasse che vanno nelle casse dello stato.  Quello che noi abbiamo fatto, è tutto regolare, tutto previsto dalla legge. Se abbiamo acquistato dieci concessioni o ne abbiamo acquistate 100. Qui c'è gente che ha da pagare ancora i mutui.

Io sono un ragazzo di 29 anni, ho ancora da pagare il mutuo per l'avviamento del giro, perché uno non è che nasce ricco per forza, si sa come funziona. Io ho fatto i debiti per avviare la mia attività, c'è anche chi l'ha recepita dai propri genitori, che a sua volta l'hanno acquistata. Questo per dire che non è che noi le concessioni le abbiamo avute per regalo dai comuni o dalle regioni, noi le abbiamo acquistate tramite ramo d'azienda.

Quindi il discorso è uno: loro con un'intesa Stato-Regione hanno, tra virgolette, sistemato la facciata della questione, perché? Hanno detto che ci danno 40 punti per chi è possessore di concessione, quindi partiamo con la gara di bando con 40 punti di vantaggio e 12 anni di concessione, quindi tra 12 anni si va di nuovo a bando. Il problema è uno, sostanziale e grave: l'antitrust, il garante, si è espresso in merito, dicendo che siccome è una legge per i pari diritti, va in contrasto con questa intesa Stato-Regione che dà 40 punti , ed anche i 12 anni di proroga per loro sembrano eccessivi. Se deve essere veramente una legge che garantisce pari diritti, facendo così i pari diritti non esistono più.

 

Un'ultima cosa. Perché a Roma in particolare, generalmente quando si parla di ambulanti, si associa subito a dei nomi che degli ambulanti nella nostra città sono i leader, nel senso che hanno la grande maggioranza delle postazioni e quelle migliori. Quello che voglio dire … La messa a bando poi non favorisce chi ha organizzazioni più complesse invece che il singolo che ha la sua singola postazione?

Realmente la messa a bando è prevista per tutti. Il problema è solo uno: che lo Stato pensa che noi ambulanti, ognuno di noi ambulanti, abbia centinaia e centinaia di concessioni di licenze che le subaffitta o le affitta o quant'altro. Invece la realtà dell'ambulante è che l'ambulante ..

 

… non è quella?

ma per niente proprio … sopravvive con questa attività, tira su la propria famiglia, i propri figli. Non è che qua ci stiamo arricchendo con questo lavoro. Anzi, noi, come categoria, non abbiamo alcun riconoscimento e alcun diritto. Io parlo come ambulanti pugliesi. Noi abbiamo a gennaio siamo stati 15 giorni chiusi, nessuno ha potuto aprire per colpa del tempo e comunque abbiamo onorato i nostri impegni e mi riferisco alle tasse, Inps e quant'altro. Questo è da dire, è da dire ben chiaro, perché noi non siamo una massa si truffatori, non siamo una massa di persone che non pagano le tasse. Noi paghiamo le tasse come tutti quanti e, a differenza di tutti quanti, non abbiamo alcun diritto riconosciuto dallo Stato. Se io resto a casa 15 giorni, 20 giorni, con la febbre, a letto, per qualsiasi tipo di problema, a me non mi paga nessuno. Io pago l'Inps, come tutti. La malattia non me la paga nessuno.

 

Voi ora siete lì in piazza della Repubblica e resterete lì. Avete preso qualche contatto? Farete degli incontri ?

Si sono presentati tutti gli esponenti politici, tranne quelli che hanno creato realmente il problema che è il Pd, perché sono stati loro a mandare avanti questa normativa. Se volevano potevano bloccarla, potevano prorogarla per come era nata nel Milleproroghe . Nel Milleproroghe era nata come una proroga a sé … quindi proroga delle concessioni, e poi è cambiata magicamente, non si sa per quali motivi, e siamo arrivati ad una proroga tecnica, non più una proroga in essere, ma è una proroga finché i comuni dal 31 dicembre 2018 si possano adeguare, allineare tutti quanti. Quindi è l’ennesima presa in giro.

 

In effetti c’è molta confusione in questa attuazione della normativa…

Parecchia confusione. Le posso garantire che noi che stiamo vivendo la situazione sin dall’inizio facciamo fatica a star dietro ad ogni situazione che qui cambia in maniera reprentina, dalla sera alla mattina, cambia una legge, si aggiunge un rigo in più e quindi cambia tutto. Ognuno poi dà libera interpretazione …

 

Ci sono poi  anche molti tentativi di cavalcare politicamente la situazione, come si vede già da un po’ di tempo…

Io le dico per quello che ho potuto vedere in questi mesi, che piace un po’ a tutti stare su questo carro, perché voglio ricordare che noi siamo circa 200 mila imprese in Italia, con un indotto che è pari ad un milione tra famiglie, parenti e quant’altro. Quindi .. mi dica lei se non fa gola l’indotto di quasi un milione di persone.

 

Ovviamente fa gola. Ma adesso come stanno le cose?

Ci tengo a precisare che fino ad oggi non è stato ancora risolto nulla. E quindi io chiedo di sollecitare anche da parte vostra, con l’informazione, coloro che sono disinformati, perché questo è stato il gioco fondamentale: loro ci hanno tenuto disinformati fino all’ultimo, sperando che la categoria non si accorgesse di nulla e per poter andare avanti così, tranquillamente. Noi abbiamo fatto un’altra manifestazione il 21 e hanno detto che eravamo tutti tassisti e qualche ambulante. Invece era il contrario, eravamo quasi tutti ambulanti e qualche tassista. Ci tengo a precisare questo.

 

Noi continueremo a seguire quello che sta accadendo. Magari teneteci aggiornati…

Noi non molliamo, ci tengo a sottolineare questo, che noi non  molliamo, fin quando il governo non ci garantisce quello che ci deve garantire, perché non stiamo chiedendo niente di speciale, stiamo chiedendo solo di non vederci tolto un lavoro che, per di più, abbiamo acquistato, abbiamo investito in questo lavoro. Attenzione, nessuno ci ha regalato niente.

 

se volete ascoltare il podcast cliccate su Radiocittaperta.it

(foto di Patrizia Cortellessa)

 

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