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No Tap, un movimento che cresce a vista d’occhio

Intervista realizzata da Radio Città Aperta.

 

Prosegue la “battaglia di Melendugno”, per resistere alla prepotenza con cui il governo cerca di far passare comunque il gasdotto Tap. Ne parliamo con Sergio Bellavita, dell’Unione sindacale di Base. Ciao Sergio…

Ciao, buongiorno a tutti e tutte…

Fine settimana di sospensione dei lavori. Quale è la situazione oggi?

Dopo il blitz che hanno tentato sabato, dovendo poi alla fine riportare gli ulivi espiantati dentro il cantiere – quindi una vittoria del movimento – oggi c’è stata una grandissima partecipazione al presidio, ma non c’è nessun agente delle forze dell’ordine. La calma più totale. Anche oggi sono stati sospesi di fatto i lavori. Ovviamente non crediamo che abbiano intenzione di rivedere per il momento il piano prestabilito ma, semplicemente, stanno riorganizzando un po’ le forze. Qui il consenso al movimento contro la Tap è enorme; ogni giorno si estende, ogni giorno riesce a raccogliere nuove adesioni. Ormai sono circa 82-83 i sindaci che hanno sottoscritto le ragioni della contrarietà a questo progetto. Stamane c’è stata una grande assemblea direttamente al presidio per decidere anche come si prosegue l’iniziativa, tra chi ovviamente e giustamente spinge anche per fare iniziative esterne, che non siano confinate quindi solo alla difesa degli ulivi, in quel pezzo che è sostanzialmente l’avvio concreto dei lavori della Tap che parte dal Salento. Quindi il movimento sta crescendo molto bene, la risposta è grande, nonostante il maltempo al momento non c’è nessun segno di stanchezza. Ieri sera c’è stata una grande assemblea popolare in piazza San’Oronzo a Lecce, eravamo davvero migliaia… Ci sono bei segnali di resistenza.


 

Quello che colpisce è questa grande partecipazione da parte della popolazione, unita dal documento firmato, appunto, da decine di sindaci del Salento. Eppure quando si va a leggere sui principali quotidiani, di questa vicenda se ne fa sempre un problema di democrazia. “I soliti del No che vogliono bloccare tutto”. Ma più democrazia di così come bisogna fare? C’è tutta la popolazione, ci sono i sindaci … Quale è la democrazia, se non questa?

Infatti… Come spesso accade in queste vicende, non esiste la legalità formale da parte del potere costituito e degli interessi che ci sono dietro quest’opera. Si fa tutto in sfregio anche alla basilare democrazia nel rapporto con le popolazioni locali, addirittura con le amministrazioni. Da questo punto i vista c’è come in tutti i movimenti che si aprono su queste vicende, una riflessione in corso anche sui limiti dell’atteggiamento nei confronti della legalità da parte del movimento; perché, ovviamente, noi invochiamo democrazia, rispetto delle comunità, rispetto dei popoli, ma dall’altra parte invece tutto questo non c’è. E’ chiaro che dentro le amministrazioni, tra tutti gli 82 sindaci che hanno firmato, ma non solo, anche il presidente della Regione, si avverte un po’ l’essere parte di qualcosa che ha un grande consenso popolare, ma poi si limita ad una presa di posizione. Quello di cui ci sarebbe bisogno è invece una scesa in campo diretta anche del presidente della Regione, con atti concreti e formali, che al momento ancora non ci sono. Ci sono stati, in passato, ma a questo punto sono assolutamente fermi. Hai detto giustamente che c’è un grande consenso della popolazione, ma ovviamente la parte degli attivisti ha bisogno però anche di un supporto che tenga insieme la lotta; che, come in altre esperienze, a partire dalla Val di Susa, tenga insieme anche gli atteggiamenti più resistenti con quelli, invece, della vera e propria parte politica. Che utilizzi insomma anche le istituzioni locali come elemento di scontro rispetto al potere centrale dello Stato. Anzi, in questo caso, dei privati; perché l’opera è assolutamente e totalmente privata.


 

In chiusura… Cosa ci possiamo aspettare nei prossimi giorni? Soprattutto, quale strade intende percorrere il movimento da qui in avanti?

Il movimento adesso è in una fase di forte crescita e si sta organizzando. Bisogna tenere conto che i primi attivisti No Tap non sono dell’ultima ora. Adesso, con gli onori delle cronache e con il grande consenso che c’è, è esploso il movimento e tutti conoscono le ragioni della protesta. Ci dobbiamo aspettare anche iniziative esterne, perché ovviamente tutti convengono sul fatto che non si può rimanere solo in quel cantiere. I tempi non saranno brevi però c’è grande determinazione a voler vincere questa battaglia. Io l’ho sentito, sono intervenuto, sono stato in questi giorni al presidio e conosco molti compagni che stanno operando tutti i giorni per tenere insieme le fila. C’è veramente un bel clima di unità e di determinazione. E credo che andranno avanti molto.


 

Bene, speriamo di sì… Anche perché, lo dico ogni volta che parliamo di questo argomento, quella è una terra veramente meravigliosa, e per produrre ricchezza …

… è anche la mia terra…


 

che certamente non ha bisogno di un gasdotto ma può puntare su quello che già ha e su quello che è, credo…

Certo.


 

Grazie Sergio per il tuo contributo.

Grazie a voi.

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