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Colpo di stato in Qatar. Anzi no

E' bufera sul giovane cronista della tv satellitare 'al-Arabiya', Mohammed Saud Jamal, che durante la notte ha annunciato su 'Twitter' che «è in corso un colpo di stato in Qatar guidato dal generale Hamed Bin Ali al-Atiya». Il cronista ha twittato più volte sostenendo che «sono in corso scontri a fuoco davanti al palazzo reale di Doha, l'emiro è fuggito scortato dai soldati americani che lo proteggono. Circolano notizie su una scissione all'interno dell'esercito e la situazione nel paese è diventata critica». Dopo quattro 'tweet' di questo tipo, il giornalista poi ha cambiato tono: «mi scuso con i qatarioti ma la notizia di un golpe a Doha è risultata essere falsa». Nel frattempo però l'annuncio del presunto colpo di stato era apparsa anche per cinque minuti sul sito web di 'al-Arabiya', con tanto di foto del generale al-Atiya in primo piano, per poi essere cancellata.
La sua smentita però non è bastata ai media iraniani per rilanciare la tesi di un golpe a Doha. Questa mattina infatti la tv iraniana 'al-Alam' pubblicava sullo schermo un flash dal titolo: «Tv saudita, sventato un colpo di stato in Qatar». Poco prima interveniva anche la tv di stato di Teheran, 'Irib', che scriveva «fallito colpo di stato nel Qatar, organizzato da alti ufficiali dell'esercito. Stando alla rete al-Arabya, l'emiro Hamad Ben Khalifa Al Thani, con l'aiuto delle forze americane, se ne è scappato in un luogo sconosciuto». Molti giornalisti arabi stanno scrivendo in queste ore sui Social Network che «solo la Siria in questo momento può avere interesse a far circolare notizie di questo genere. Si dimentica infatti che ieri l'emiro del Qatar era in visita a Roma e non era nel palazzo di Doha». Diversa invece è l'interpretazione della tv iraniana in lingua araba 'al-Alam'. Scrive infatti sul suo sito internet che «al-Arabiya ha annunciato un tentativo di colpo di stato in Qatar ma poi ha cancellato la notizia. La diffusione di una notizia del genere da parte di una Tv saudita evidenzia le profonde divisioni esistenti tra Doha e Riad». 
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