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Anticoncezionali a pagamento, in realtà da vietare

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Questo articolo approfondisce sul piano farmacologico e scientifico una notizia che abbiamo dato qualche settimana fa. Ci eravamo scandalizzati – e moltissimi di voi insieme a noi – del fatto che il ministero della Salute, diretto dal più assurdo ministro che ci sia (Beatrice Lorenzin) avesse tolto dalla "fascia A" – i farmaci "passati" dal Servizio sanitario nazionale – alcuni anticoncezionali utilizzati da donne che diversi problemi si salute (quelli "normali" sono sempre stati in "fascia C", ossia a pagamento e senza ricetta da esibire).

Il prof. Roberto Suozzi, utilizzando anche la letteratura scientifica internazionale, ha scoperto che alcuni di questi anticoncezionali sono addirittura pericolosi!. Insomma, andavano semmai vietati e tolti dal commercio, E invece restano in circolazione, ma a pagamento…

Le donne che li utilizzano non sono state informate di nulla, non sono state fornite loro indicazioni su eventuali anrticoncezionali sostitutivi… Nulla.

Un ministero che fa fare cassa alle multinazionali del farmaco, ma che se ne fotte ampiamente della salute. Soprattutto quella delle donne che, qualche giorno prima, l'ineffabile ministro voleva invece informare sul fatto che la fertilità ha una data di scadenza…

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Sono state pubblicate a in Gazzetta Ufficiale (Serie Generale, n. 174 del 25 luglio 2016) le determine AIFA con le quali sono state riclassificate in fascia C, con le decorrenze indicate nella tabella, le seguenti specialità medicinali anticoncezionali nella forma farmaceutica orale appartenenti alla classe ATC G03AA/G03AB/G03AC, precedentemente classificate in fascia A”.

E’ quanto è stato pubblicato, la scorsa estate, dal nostro Ministero della Salute in merito ai farmaci anticoncezionali, di questa classe, sui quali occorre dire alcune cose. Essendo farmaci ormonali con delle reazioni avverse ed effetti collaterali che vengono prescritti e adoperati da moltissime donne in età fertile. L’autorevole rivista medica British Medical Journal, nel maggio del 2015, ha pubblicato uno studio nel quale si conferma che le più recenti pillole anticoncezionali comportano un rischio più elevato di “coaguli sanguigni”, o meglio di tromboembolia venosa o TEV. Queste pillole a base di ormone progesteginico sono il Drospirenone, Desogestrel, Gestodene e Ciproterone e va detto che tale rischio è più elevato rispetto alle pillole quali Levonorgestrel, il Noretisterone e il Norgestimato.¹

Appare evidente che il capo ricerca di questo studio, Yana Vinogradova, Research Fellow in Medical Statistics at the University of Nottingham nel Regno Unito, ha dichiarato che questo lavoro non solo è importante dal punto di vista statistico ma è uno studio di chiarificazione (per queste sostanze farmacologiche) importante, per le stime di rischio di questi farmaci. Quindi forniscono "forniscono la prova alle autorità competenti interessate con le linee guida di prescrizione o a coloro che sono coinvolti, con la regolamentazione, della sicurezza dei farmaci".

Nel marzo del 2007 l’associazione di consumatori statunitensi Public Citizen ha inviato alla Food and Drug Administration (FDA) una petizione in cui si richiedeva il ritiro, dal mercato, delle pillole anticoncezionali della terza generazione a base di Desogestrel. Questo perché questi contraccettivi mostravano che potevano aumentare di due volte in più, rispetto a quelli di seconda generazione, il rischio di Trombosi venosa che si può manifestarsi (oltre che a livello cerebrale e addominale) agli arti inferiori. La Trombosi venosa detta anche trombosi del viaggiatore o sindrome da classe economica (interessa con frequenza chi sta molto seduto come nei viaggi intercontinentali) anche se sovente non viene riconosciuta è molto diffusa.

In pratica è possibile che nelle vene si viene a formare un coagulo di sangue che blocca la circolazione sanguigna, si forma in pratica un trombo. In tutti questi casi si parla di trombosi venosa che quando interessa le vene profonde si chiama TPV o Trombosi Venosa Profonda. La pillola anticoncezionale (il rischio è influenzato da vari fattori quali il fumo, l’aumento della pressione arteriosa, il peso corporeo la sedentarietà e, ovviamente il tipo di pillola usata), in particolare quelle a base di progestinici possono aumentare, raddoppiare questo rischio. Debbo ricordare una complicazione mortale della trombosi venosa è l’embolia polmonare.

Nel 2016 il British Medical Journal ha pubblicato uno studio che aveva l’obiettivo di valutare tutte quelle donne che prendevano dei contraccettivi orali contenenti estrogeno (etinilestradiolo) e progesterone. Lo studio ha esaminato ben 4.945.088 donne francesi in un età compresa tra i 19 e i 49 anni e nessun ricovero ospedaliero per tumore, infarto del miocardio, ictus ischemico ed embolia polmonare. I dati ottenuti hanno mostrato che con la stessa dose di estrogeni, desogestrel e gestodene si associano più elevati e significativi rischi di embolia polmonare, ma non di tromboembolia arteriosa rispetto al levonorgestrel.

Sono dunque i contraccettivi orali con progestinici di terza generazione a essere “più rischiosi”; bisogna quindi, essere consapevoli, come riportato dallo studio:

Per ogni donna, è necessario determinare il metodo contraccettivo più appropriato in termini di accettabilità e di rischio.


• L'uso di contraccettivi orali combinati aumenta il rischio di embolia polmonare
• Un effetto correlato dose di estrogeno (etinilestradiolo) è stato osservato per la progestinici gestodene, desogestrel e levonorgestrel, con dosi più elevate associate a un più alto rischio di tromboemboliavenosa.

• L'uso di contraccettivi orali è anche associata ad un aumentato rischio di ictus ischemico e infarto del miocardio.

Il progesterone, utilizzando una dose di estrogeni (combinati con la prima sostanza) di 20 mg rispetto a 30-40 mg è risultato associato a più bassi rischi di embolia polmonare, ictus ischemico e infarto del miocardio.

• Contraccettivi orali contenenti levonorgestrel con 20 mcg di estrogeni era la combinazione associata con il più basso rischio complessivo di embolia polmonare e tromboembolia arteriosa”. Quindi ricapitolando con gli anticoncezionali orali di “terza generazione” che contengono desogestrel o gestodene come progestinico il rischio di trombosi venosa, rispetto a quelli di seconda generazione (contenenti levonorgestrel), del doppio e, il rischio di trombosi venosa dovuto all’utilizzo di estroprogestinici è maggiore nel corso del primo anno, quando una donna prende quale tipo di questi anticoncezionali.

Quest’anno una Associazione di donne “Salute&Diritto” ha denunciato e portato in tribunale una multinazionale farmaceutica, la Bayer, per una causa contro le pillole anticoncezionali, per il rischio di Trombosi. In pratica una “Class Action” e l’associazione chiede che la procura accerti l’operato della Bayer per gli anticoncezionali contenenti il Drospirenone e cioè le pillole chiamate Yasmin, Yaz, Yasminelle e chiedono un risarcimento per le donne vittime di tromboembolismo. L’associazione ha anche chiesto la sospensione e ritiro dal commercio di questi farmaci. Va ricordato che la Bayer, negli Stati Uniti, ha già “perso” 651 cause che hanno fatto le donne vittime di trombo embolia e ha già speso 142 milioni di dollari in risarcimenti.

La Bayer, che ritiene ingiustificate le accuse a suo carico, ha molti problemi da risolvere, un donna tedesca l’ha citata in giudizio perché, afferma che la pillola contraccettiva Yasminelle le ha provocato una embolia polmonare. Nel 2013 in Francia fu vietata, temporaneamente, la vendita della pillola anticoncezionale Diane-35, prodotta dalla Bayer, utilizzata anche per trattamenti dell’acne e dell’irsutismo (crescita di peli sul volto e sul corpo) poiché erano stati segnalati quattro morti legati al suo utilizzo. In Olanda (Centro di Vigilanza Sanitaria) il Diane-35 avrebbe provocato la morte di 25 persone. Altra Class Action (Studio legale Siskinds in Ontario) è in atto in Canada contro gli effetti delle pillole Yaz e Yasmine che vengono collegate alla morte di 23 donne canadesi.

L’articolo 32 della nostra costituzione dice:

La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.

Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”.

 

Prof Suozzi Roberto

Medico-chirurgo

Farmacologo Clinico e Medico dello Sport

Suozziroberto.altervista.org.

 

 

1). Use of combined oral contraceptives and risk of venous thromboembolism: nested case-control studies using the QResearch and CPRD databases

2) BMJ 2015; 350 doi: http://dx.doi.org/10.1136/bmj.h2135 (Published 26 May 2015) Cite this as: BMJ 2015;350:h2135

3)Low dose oestrogen combined oral contraception and risk of pulmonary embolism, stroke, and myocardial infarction in five million French women: cohort study

BMJ 2016; 353 doi: http://dx.doi.org/10.1136/bmj.i2002 (Published 10 May 2016) Cite this as: BMJ 2016;353:i2002

 

  • Alain Weill, epidemiologist1,

  • Marie Dalichampt, statistician1,

  • Fanny Raguideau, epidemiologist2,

  • Philippe Ricordeau, head1,

  • Pierre-Olivier Blotière, statistician1,

  • Jérémie Rudant, epidemiologist1,

  • François Alla, professor of public health1,

  • Mahmoud Zureik, scientific director2

 

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