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Amici e compagni

“Nel Pci mi dicevano che non si doveva dire ‘amico’, che bisognava dire ‘compagno’. Ho passato tutta la vita a ripetermi questa frase. Ma ora ho capito che era una stronzata, perché è stato un alibi per molti crimini. Io preferisco stare con molti amici, che mi aiutano a crescere”.

Non si può pretendere troppo dalla gente, lo sappiamo. E ognuno cresce come sa o può. Magari è vero che a una certa età, non più verde, più che crescere si ingrassa. E da vecchi non si è quasi mai migliori che da giovani. Replicare a Nicky è semplicemente inutile.

In fondo l’origine della parola era molto comune: una cosa è “compagna” a un’altra quando è uguale, o comunque la differenza è irrilevante. Tra chi lavora sotto padrone, cercare la differenza è un aiuto al padrone. O anche “con-pane”, dal gesto di dividere il pane, di mettere in comune il primo dei bisogni: il cibo.

Finita la parte filologica, che forse per lui è solo “ideologica”, a Vendola rimane pur sempre l’approdo al format di Maria De Filippi.

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