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Firenze. I fatti del 13 dicembre

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I fatti del 13 dicembre a Firenze sono solo l’ultimo episodio di una lunghissima lista di aggressioni, pestaggi, omicidi della violenza fascista e xenofoba contro gli immigrati: la caccia all’immigrato che
si scatenò a Rosarno, l’assassinio di Abba a Milano fino all’assalto dei campi Rom, l’ultimo dei quali avvenuto pochi giorni fa a Torino.
E’ proprio il motivo scatenante di quest’ultima aggressione a dimostrare quanto il razzismo sia penetrato capillarmente in ogni meandro di questa società: una ragazza di 16 anni, per nascondere il
suo primo rapporto consenziente, si affida allo stereotipo più classico a cui tutti crederanno: “lo zingaro stupratore”.
Il razzismo è vecchio quanto il capitalismo che nella sua storia ha inventato, rimodellato e propagandato l’idea dell’esistenza di falsi nemici per mascherare le proprie contraddizioni, innescando guerre tra poveri per indirizzare altrove la rabbia delle classi sfruttate, per continuare il proprio dominio con guerre e repressione.

Pressanti campagne mediatiche, campagne elettorali costruite sul tema della sicurezza e del degrado, CIE, rimpatri, provvedimenti delle amministrazioni comunali dai sindaci leghisti e quelli del PD: come dimenticare la crociata contro i lavavetri a Firenze, lo sgombero dei richiedenti asilo alla Fortezza o non pensare ai cartelli del Comune di Firenze in San Lorenzo che sotto la scritta ABUSIVI evidenziava in un cerchio rosso proprio dei senegalesi.

Un clima in cui, specialmente in questo momento di una crisi generale che investe il sistema a tutto tondo, trova spazio e agibilità la propaganda della destra fascista che si chiami Forza Nuova, Casa
Pound o Merde simili. Personaggi capaci di vestire i panni di sinceri democratici nelle radio e televisioni che in questi giorni traboccano della loro presenza, arrivando a prendere le distanze dalle ideologie che loro stessi rappresentano davanti alle telecamere, chiedendo incontri alle comunità senegalese, per poi essere i responsabili delle aggressioni contro immigrati a Prato, Pistoia e Lucca o contro compagni o identificabili come tali.

Perchè sia chiaro il problema della presenza e delle aggressioni fasciste non riguarda solo gli immigrati. Sappiamo quali fossero le idee di Casseri, la sua appartenenza politica e sappiamo che un fascista, lucidamente e freddamente, ha girato per ore armato per Firenze uccidendo. Possiamo solo dire che tutto ciò è molto strano, come è strano che la sua abitazione sia stata trovata vuota: che forse sia stato proprio dato il tempo o il modo di svuotarla? Conosciamo bene la solerzia delle forze dell’ordine nel tenere sotto controllo appartenenti ai centri sociali, diventati fin da subito la più grande preoccupazione per eventuali ritorsioni, coinvolgendo gli stessi immigrati, contro la violenza fascista, come conosciamo bene le amicizie che legano membri della questura di Pistoia con gli ambienti dell’estrema destra, in particolare Casapound, documentati in un dossier curato dall’associazione familiari e amici dei compagni sotto processo nella città toscana. Ma i fatti provano che queste simpatie non riguardano solo Pistoia, quando ovunque vengono pressoché lasciati agire indisturbati, protette le loro sedi e le loro “azioni” propagandistiche.

Sentiamo di nuovo parlare di dialogo, di abbassare i toni, di libertà di poter esprimere le proprie idee. Non vogliamo che nella nostra città come ovunque esista chi professa idee fatte di discriminazione, di razzismo e xenofobia, e non ci interessano gli attestati di solidarietà o le condoglianze di queste figure, come non ci interessano quelle dei politici e dei padroni che gli finanziano davanti ai morti e alle stragi che ogni giorno provocano. 
Il timore è che anche stavolta come in passato, dopo le kermesse comunali, i ministri, e le televisioni, tutto riprenderà come prima, con la Polizia Municipale a dar la caccia agli “abusivi”, con le retate e gli sgomberi, e magari il fascista di turno potrà anche dire di aver utilizzato bene quanto successo, di esserne uscito pulito e di aver preso ben bene tutti per il culo, e chissà magari inviterà le comunità immigrate all’inaugurazione della nuova sede dopo aver lasciato quella di via Lorenzo il Magnifico. 

Se mai c’è stato un tempo questo non è più il tempo delle chiacchiere.

Solidarietà alla Comunità Senegalese

Fuori i fascisti dalla storia

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Centro Popolare Autogestito Firenze Sud       

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