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Usb. Dopo il 18 e 19 ottobre passare all’iniziativa

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Il Coordinamento nazionale confederale USB riunito a Roma il 5 novembre 2013 esprime la propria completa soddisfazione per la grande riuscita dello sciopero generale del 18 ottobre  contro l’austerity e della manifestazione nazionale per il diritto all’abitare e al reddito del  19 ottobre.
Il positivo esito dello sciopero generale ha evidenziato la rinnovata credibilità e la forza della proposta di USB e allo stesso tempo indica la strada del conflitto sociale quale unico terreno di risoluzione delle contraddizioni oggi esistenti nel paese. La disoccupazione ha raggiunto un livello ormai insopportabile, il disagio sociale e la precarietà stanno erodendo qualsiasi certezza per il futuro per milioni di giovani e meno giovani.
La giornata dello sciopero, la manifestazione di Roma, il confronto su vari temi che si è sviluppato nel pomeriggio, la serata e la nottata passate insieme, hanno fatto emergere una partecipazione senza precedenti ed hanno legato il 18 alla manifestazione del giorno seguente.
La manifestazione del 19, nonostante la campagna di denigrazione e criminalizzazione di stampa, politica ed istituzioni che l’avevano presentata come un problema di ordine pubblico, ha prodotto una partecipazione enorme, una forte determinazione e risultati concreti rispetto alla trattativa sociale aperta direttamente con il governo e allo sviluppo di un confronto difficile e delicato, ma positivo tra i soggetti che hanno organizzato il 18 e il 19 ottobre.
Il Coordinamento nazionale USB ritiene che, proprio a partire dal dato positivo delle giornate di ottobre, la “confederalità sociale” debba svilupparsi soprattutto nel sostegno alle lotte per diritto all’abitare e al reddito, alle lotte dei migranti, alla difesa del territorio e dei servizi, anche attraverso forme di mutualità e sviluppando il rapporto tra le strutture sindacali aziendali e territoriali del sindacato.
Il Coordinamento nazionale USB ha deciso l’avvio delle campagne sindacali discusse e approvate nel Congresso del Giugno scorso, con particolare riguardo a quella sull’occupazione, da attuare attraverso lo sviluppo di una proposta complessiva che comprenda l’individuazione degli ambiti produttivi e dei servizi nei quali intervenire, il reperimento delle risorse economiche necessarie (a partire dall’utilizzo dei Fondi Strutturali Europei)  l’attacco alla precarietà e la riduzione dell’orario di lavoro.
il Coordinamento nazionale USB rilancia la campagna già avviata sulla rappresentanza sindacale, mobilitazione indispensabile per ricostruire democrazia nei posti di lavoro e per affermare la totale estraneita’ agli obiettivi, alle modalità e alle pratiche utilizzate ia Cgil, Cisl, Uil e Ugl,  sindacati completamente interni alle logiche del mercato e di “collaborazione” con governi e padroni. il rafforzamento dell’USB per rafforzare l’alternativa sindacale deve essere quindi obiettivo fondamentale da perseguire da parte dell’intero sindacato.

 

 

Il Coordinamento nazionale USB:

 

–    Decide di avviare una mobilitazione nazionale contro l’attacco al sindacato ed al diritto alla contrattazione che sta avvenendo nel Comune di Firenze con la messa sotto accusa e il rinvio a giudizio dei rappresentanti RSU per aver sottoscritto accordi favorevoli per i lavoratori.
–    Fa propria la mobilitazione dell’8 dicembre organizzata da USB Lavoro Privato contro il lavoro domenicale e festivo dei lavoratori e delle lavoratrici del commercio.
–    Sostiene direttamente le strutture aziendali USB dell’Ilva e delle aziende dell’igiene ambientale impegnate nelle elezioni per il rinnovo delle RSU.
–    Impegna l’organizzazione nella mobilitazione contro la repressione sui posti di lavoro e i licenziamenti antisindacali dei nostri rappresentanti Pino Larobina di Torino e Marco Zanframundo di Taranto.

–    Ritiene importante sviluppare l’iniziativa su ambiente e salute, a partire dalla situazione esistente in Campania ed in tal senso decide di impegnare il sindacato a livello nazionale oltre che regionale.

L’insieme di queste proposte ed analisi non può prescindere dalla rottura con le politiche dell’Unione Europea che, attraverso l’adesione alle direttive della BCE e del FMI, sta condannando milioni di persone in Italia e nell’intero continente alla povertà e alla disperazione sociale.  In tal senso il Coordinamento nazionale USB avvierà anche iniziative di aperta rottura verso le politiche economiche e sociali dell’Unione europea.

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