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L’India entra all’Organizzazione della Cooperazione di Shanghai

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da “Peoples Democracy”, settimanale del Partito Comunista dell’India (Marxista)

Traduzione e prima pubblicazione da Marx21.it

Sull’ingresso dell’India, quale membro a pieno titolo, nell’Organizzazione della Cooperazione di Shanghai, il commento del settimanale del Partito Comunista dell’India (Marxista).

India e Pakistan sono diventati formalmente gli ultimi membri dell’Organizzazione della Cooperazione di Shanghai (SCO) nell’ultimo vertice del gruppo che si è tenuto ad Astana, capitale del Kazakistan, nella seconda settimana di giugno. I due paesi avevano ricoperto per molti anni lo status di osservatori nell’organizzazione e sono stati elevati ora al rango di membri a pieno titolo. L’Iran è il prossimo paese che si prevede aderisca al gruppo nel prossimo futuro.

I membri che hanno dato vita al gruppo, creato nel 1995 e inizialmente conosciuto come “i cinque di Shanghai”, sono Russia, Cina, Kazakistan. Kirghizistan e Tagikistan. Il gruppo è stato denominato SCO dopo che vi si è aggiunto l’Uzbekistan nel 2001. Dall’inizio, la SCO è stata considerata un patto per la sicurezza e un rivale emergente della NATO. Negli anni recenti si è trasformata in un’organizzazione impegnata nella lotta al terrorismo e impegnata nella promozione della cooperazione economica e commerciale.

Con India e Pakistan ora parte del raggruppamento, la SCO emerge come una delle più grandi organizzazioni del suo tipo con tre significative potenze mondiali, Russia, Cina e India, sotto il suo ombrello. Il 44% della popolazione mondiale, il 25% del PIL mondiale e tre dei cinque paesi BRICS. L’obiettivo primario del raggruppamento è il coordinamento contro il terrorismo e ciò che vi è collegato. La SCO ha creato una Struttura Regionale Anti-Terrorismo (RATS) con sede a Tashkent, la capitale dell’Uzbekistan. Il presidente cinese Xi Jinping, parlando al vertice SCO, ha sottolineato che “la sicurezza è il prerequisito per lo sviluppo”. Il presidente Xi, in un articolo firmato scritto per un giornale kazako, ha sostenuto che la SCO “ha attivato meccanismi per combattere il terrorismo, il separatismo, l’estremismo, le droghe e i crimini transnazionali”.

Negli anni recenti, militari dei paesi membri della SCO hanno partecipato a esercitazioni congiunte. Funzionari russi hanno dichiarato che l’esercito indiano si unirà a tali manovre in futuro. Con il Pakistan pure membro ora, sarebbe una grande impresa diplomatica ottenere che gli eserciti di tutti i paesi membri partecipino a esercitazioni militari organizzate sotto il patrocinio della SCO. Sia l’India che il Pakistan sono stati ammessi sotto la condizione rigorosa che tengano le loro dispute bilaterali fuori dall’arena SCO. Con l’Asia centrale che si trasforma nel punto di incrocio delle vie energetiche e commerciali internazionali, la SCO dedicherà ancora più attenzione alla sua agenda economica. Quando la SCO fu formata, i primi cinque suoi membri si erano impegnati a rafforzare la cooperazione economica regionale. Tale obiettivo è diventato realtà nella maggior parte della regione dell’Asia Centrale.

Entusiasmante partecipazione

L’iniziativa del governo cinese “One Belt One Road” (OBOR) ha suscitato l’entusiasmante partecipazione di tutti gli stati della regione ed oltre. Solo un paese, l’India, insieme al Bhutan, non l’ha presa in considerazione. Il Bhutan in realtà non ha voce in capitolo, poiché la sua politica estera è dettata da Delhi. Tutti i leaders che hanno partecipato al vertice SCO di Astana, esclusa l’importante voce del primo ministro indiano, hanno sostenuto l’iniziativa OBOR. La dichiarazione rilasciata alla fine del vertice “ha valorizzato i risultati del Belt and Road Forum per la cooperazione internazionale”tenutosi a Pechino nel mese di maggio di quest’anno. I leaders hanno parlato “a favore della sua realizzazione, anche attraverso il coordinamento dei progetti internazionali, regionali e nazionali finalizzati alla cooperazione per il mantenimento di uno sviluppo sostenibile basato sul principio del rispetto reciproco, parità e mutuo beneficio”. Il presidente Xi ha affermato che la SCO metterà in funzione meccanismi bilaterali per OBOR allo scopo di assicurare la sicurezza dei gasdotti e dei grandi progetti infrastrutturali nella regione.

Nel suo discorso, il primo ministro del Pakistan ha in particolare accolto il suggerimento del presidente cinese di un trattato quinquennale di buon vicinato firmato da tutti i membri dell’organizzazione. L’espansione della SCO, ha detto Sharif, è arrivata al “momento opportuno”, rilevando che essa coincide con il lancio di OBOR e la conseguente trasformazione del panorama economico globale. “In Pakistan stiamo implementando con cura il Corridoio Economico Cina-Pakistan, che rappresenta un simbolo di OBOR”, ha dichiarato il primo ministro pakistano. “Inoltre, questi mega-progetti andranno a beneficio dell’intera comunità SCO”.

OBOR ha oggi il sostegno della maggior parte dei paesi del mondo. Anche il primo ministro del Giappone, Shinzo Abe, ha ora dichiarato che il suo paese vuole cooperare con la Cina nell’iniziativa Belt Road. Il governo giapponese, come la sua controparte di destra dell’India, continua ad essere dell’idea che OBOR rappresenti uno strumento per fare avanzare gli obiettivi strategici ed economici della Cina. Ma allo stesso tempo, Tokyo ha compreso che non salire sul treno ad alta velocità di OBOR collocherebbe il Giappone in secondo piano rispetto alla Cina nella regione eurasiatica, facendogli anche perdere redditizie opportunità di affari in rilevanti progetti ferroviari e infrastrutturali. OBOR progetta di connettere Asia ed Europa sia da terra che da mare. L’adesione dell’India alla SCO potrebbe significare il primo passo, pur esitante, alla preparazione anche all’adesione all’iniziativa Belt Road.

Al vertice di Astana, il primo ministro Modi ha ancora sollevato la questione dell’ “integrità territoriale e della sovranità” facendo riferimento ai grandi progetti infrastrutturali in programma per la regione. L’India si è opposta ai 50 miliardi di dollari del Corridoio Economico Cina-Pakistan che rappresenta una rilevante componente del progetto OBOR, poiché rappresenterebbe un’intrusione nella sovranità dell’India. L’unica via possibile per il trasporto delle merci verso e dalla Cina via mare e ferrovia passa attraverso il “territorio conteso” di Gilgit/Baltistan che fa parte del Kashmir amministrato dal Pakistan. Pechino ha cercato più volte di convincere l’India che il passaggio della ferrovia in questo territorio non costituisce in alcun modo un cambiamento della sua politica in merito al Kashmir.

Il Corridoio Internazionale Nord-Sud che l’India intende sviluppare potrebbe essere costruito meglio in coordinamento con OBOR. Il tentativo dell’India di sviluppare il porto iraniano di Chabahar starebbe affrontando problemi, accentuati dalle crescenti minacce militari ed economiche dell’amministrazione Trump contro Teheran. Nel frattempo il porto vicino di Gwadar è completamente pronto per gli affari e rappresenta un elemento chiave della Belt and Road initiative. Chabahar doveva essere la porta d’ingresso dell’India al mercato dell’Asia Centrale. L’India aveva investito 500 milioni di dollari per lo sviluppo del porto dopo che Obama aveva alleggerito le sanzioni contro l’Iran lo scorso anno. Ora, le imprese cinese hanno offerto forniture di macchinari pesanti per il progetto Chabahar, mentre le imprese europee sono riluttanti a fare offerte temendo le mosse future dell’amministrazione Trump contro l’Iran.

Sebbene i primi ministri di India e Pakistan fossero entrambi presenti al vertice, Narendra Modi e Nawaz Sharif non hanno avuto incontri a margine, come avevano fatto durante il precedente summit del 2015 a Ufa, in Russia.  Sorprendentemente, il presidente cinese non ha programmato un incontro con Nawaz Sharif, tenuto conto del fatto che i due paesi sono stretti alleati. Si è ipotizzato nei media che la parte cinese abbia così voluto manifestare il suo disappunto per la gestione del terrorismo da parte di Islamabad, in particolare nella recalcitrante provincia del Belucistan. Due insegnanti della scuola cinese sono stati rapiti e in seguito uccisi dai terroristi di Daesh (Stato Islamico) nella prima settimana di giugno, poco prima del vertice SCO di Astana. La pace e la stabilità nel Belucistan sono cruciali per il successo del progetto CPEC/OBOR.

Il primo ministro Modi ha tuttavia avuto “cordiali” colloqui con il presidente cinese Xi Jinping ad Astana. E’ stato il primo incontro tra i due leaders dopo il rifiuto indiano di partecipare al vertice Belt Road a Pechino. Il governo indiano è ancora offeso per la riluttanza della Cina ad entrare nel Gruppo per le Forniture Nucleari (NSG). Modi ha cercato di convincere il leader cinese sulla necessità di rispettare reciprocamente le “preoccupazioni principali”. Secondo il portavoce del ministero degli affari esteri indiano, Modi ha detto al presidente cinese che le due parti dovrebbero rafforzare la comunicazione e la cooperazione nelle questioni internazionali. Modi ha trasmesso la gratitudine dell’India per l’aiuto della Cina all’ingresso dell’India nella SCO. Il primo ministro ha riconosciuto che sarebbe stato difficile per l’India diventare membro della SCO senza il sostegno di Pechino. La Cina non ha aspettato la reciprocità di Delhi per ottenere l’adesione alla SAARC (l’Associazione sud-asiatica per la cooperazione regionale), in cui l’India rappresenta la potenza maggiore. Attualmente la Cina è osservatore della SAARC. La SCO, a differenza della SAARC, sembra più coesa. La SAARC non è nemmeno in grado di tenere vertici annuali. Il segretario per gli affari esteri, s. Jaishankar, ha dichiarato ai media ad Astana che “l’intero spettro delle relazioni bilaterali” è stato discusso durante i colloqui tra Modi e Xi.

La necessità della cooperazione

Il presidente Xi, parlando ai media dopo il suo incontro con il primo ministro indiano, ha detto che, in considerazione dei profondi e complessi cambiamenti politici a cui sta assistendo il mondo, la Cina e l’India, in quanto le economie a più rapida crescita nel mondo, “dovrebbero prestare maggiore attenzione alla cooperazione e procedere come partners”. Il presidente cinese ha dichiarato che si dovrebbe anche incrementare la cooperazione commerciale e negli investimenti. Si è trattato di un invito a mala pena mascherato all’India perché riconsideri la sua riluttanza ad aggiungersi alla Belt Road Initiative. Tuttavia, il presidente Xi non ha voluto dare l’impressione di volere forzare il governo indiano. Xi ha detto che il suo paese vorrebbe cooperare con l’India nell’ambito del formato SCO e che non forzerebbe alcun paese ad aggregarsi a OBOR. “Noi vogliamo che l’iniziativa aiuti a costruire una piattaforma di cooperazione per i paesi che si trovano lungo la via, ma la Cina non intende costringere nessun paese, Giappone e India inclusi, a unirsi all’iniziativa”, ha detto a Global Times, un giornale noto per essere vicino alle autorità di Pechino.

Il ministero degli Esteri cinese è stato leggermente meno diplomatico nel descrivere i colloqui Xi-Modi. La portavoce del dicastero esteri cinese ha dichiarato a Pechino che i due paesi “dovrebbero affrontare anche questioni sensibili e più importanti” e ha aggiunto che “dovrebbero rafforzare la complementarità delle strategie di sviluppo e proseguire con più importanti progetti di cooperazione, come quelli per l’energia e le ferrovie”. La portavoce ha anche insistito sulla necessità della cooperazione tra i due paesi nell’accelerare la connettività e lo sviluppo infrastrutturale   nel corridoio Bangladesh, Cina, India, Myanmar (BCIM). OBOR ha molti importanti progetti nel corridoio BCIM. Il prossimo logico passo per l’India dovrebbe essere quello di aderire a OBOR ed essere parte di questa rete internazionale.

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