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Forum di Napoli. Passaggio rilevante per una alternativa di classe all’Unione Europea

Sabato 23 e Domenica 24 Maggio si è tenuto a Napoli il Forum Euromediterraneo promosso dalla Rete dei Comunisti. Un appuntamento nel quale si è sostenuta la necessità per i paesi mediterranei dell’Europa – nell’ambito dell’opposizione al complesso delle politiche dell’Unione Europea – di ritrovare la propria indipendenza dal progetto imperialista europeo, avviando un rapporto organico tra i paesi della sponda sud dell’Europa e tra questi ed i popoli del mediterraneo.
All’incontro hanno partecipato diversi esponenti della sinistra italiana, spagnola, catalana e greca (un messaggio è arrivato anche dal PC portoghese), rappresentanti ed intellettuali impegnati nei movimenti sociali, che hanno approfondito e condiviso l’obiettivo di uscire dall’Eurozona e di rompere l’Unione Europea in quanto costruzione di un polo imperialista in competizione con il resto del mondo.
Altresì si è riconosciuta la necessità di rifiutare il pagamento del debito, di stabilire rapporti solidali con i paesi del Mediterraneo e del Sud, di uscire dalla alleanza militare della NATO e di lottare contro il costituendo TTIP.
Nelle due giornate si è discusso anche della necessità di dare stabilità al rapporto tra movimenti sociali, sindacali e politici dei paesi cosiddetti PIGS per offrire una risposta unitaria alle politiche dell’Unione Europea, che sia in grado di affrontare le contraddizioni che il processo avviato dalle classi dominanti continentali produrranno nel prossimo periodo.
Come appare evidente già dal giorno successivo alla chiusura del Forum, queste contraddizioni sono emerse in tutta la loro complessità e gravità. Dalla crisi della Grecia che non trova soluzione a causa dei diktat della Troika, ai risultati del voto in Spagna che hanno dato una decisa risposta all’austerità imposta da Bruxelles, alla scelta della Gran Bretagna di convocare un referendum per sancire la sua fuoriuscita dall’Unione fino alle elezioni presidenziali in Polonia che hanno mostrato come possano anche affermarsi, nell’attuale congiuntura politica, risposte reazionarie pericolose e gravide di conseguenze.
I segnali di disgregazione del Polo Imperialista Europeo si moltiplicano ed il rischio che potrebbe delinearsi è quello di una risposta delle classi dominanti europee che stringa ulteriormente la centralizzazione autoritaria, accelerando i processi di integrazione, anche a costo di mettere fuori i paesi riottosi o di frenare le adesioni all’Unione Europea, pur di sostenere, a tutti i costi, le proprie ambizioni nella competizione globale in atto.
Per questi motivi è sempre più necessaria una collaborazione tra popoli e paesi che vada oltre la dimensione nazionale, oggi insufficiente per sopravvivere, che rompa con la gabbia antisociale costruita dall’Unione Europea e apra prospettive alternative nel rapporto con il Sud del Mediterraneo e del mondo.
In questo senso non possiamo che riaffermare la necessità di costruzione di un rapporto sempre più stretto tra movimenti sociali e politici dei paesi PIGS, partendo dalla discussione e dalle decisioni condivise al Forum di Napoli.
Costruire un Appello comune, dare vita ad un portale internet in varie lingue e promuovere ulteriori iniziative nei paesi europei della sponda Sud, sono gli impegni che vanno portati avanti e rafforzati già nei prossimi mesi.
Impegni ed azioni politiche, sociali e culturali che come Rete dei Comunisti promuoveremo e sosteremmo con un’attitudine unitaria e con una visione internazionale ed internazionalista.

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