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Bologna, la prima volta è anche una fine

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Non mi permetto di sputare sentenze su situazioni che non conosco. Ma neppure permetto di sparare idiozie sul passato a chi non ha vissuto come me nell'università di Bologna per 40 anni.

In quei 40 anni la polizia MAI è intervenuta all'interno dei locali dell'università, nemmeno mentre qualcuno occupava, nemmeno quando nei dintorni c'erano episodi di lotta armata. Il suo arrivo era SEMPRE preceduto da un avvertimento che permetteva agli occupanti di allontanarsi e di evitare di fare dei locali universitari un luogo di scontro. Tutt'al più se c'era qualcuno presente, gli venivano chiesti i documenti per il riconoscimento.

Fuori dall'università si sparava e si lanciavano molotov. la polizia manganellava e cadevano i lacrimogeni. MAI però i locali universitari, per nessuna ragione, hanno visto episodi di scontro fisico determinato dall'irruzione delle forze dell'ordine che coinvolgessero non dico tutti gli studenti, ma nemmeno i soli occupanti.

Una questione di intelligenza politica e di senso delle istituzioni che questa volta è mancato, come MAI era avvenuto prima.

Questa volta è avvenuto e io credo che si debba temere per la democrazia.

Dei tornelli me ne fotto.

* docente dell'Università di Bologna

da Facebook

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1 Commento


  • Sara Costantino

    Da impiegata statale posso immaginare un'occupazione da parte dei lavoratori del mio Ente, l'irrompere della Polizia e la devastazione del mio posto di lavoro oltrechè la violenza fisica con le manganellate e i fermi. Un presidio ha sempre un valore insito di appartenenza con l'esplicito dissenso rivolto a condizioni peggiorative e arroganti.Non trova giustificazione alcuna la codardia del Rettore che ha permesso l'ingresso della Polizia in assetto belligerante contro i nostri ragazzi.Abbiamo assistito ad un abuso di potere all'interno di un posto di cultura universale e ciò mi conferma l'idea che ci stiamo dirigendo velocemente verso uno Stato di Polizia sempre più fascita.

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