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Stadio Roma. “Se si cede agli speculatori vogliamo un referendum”

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La vicenda dello Stadio per la Roma sta diventando uno spartiacque tra la possibilità di liberare finalmente Roma dagli speculatori e dai palazzinari e un nuovo cedimento ai diktat dei poteri forti.

Tutti i dati dimostrano che lo Stadio per la Roma rappresenta solo il 14% delle cubature richieste dalla cordata di banche e costruttori che vogliono cementificare massicciamente Tor di Valle. Lo Stadio dunque è solo un pretesto per la più grossa speculazione edilizia dal dopoguerra a oggi a Roma.

Lo Stadio inoltre non sarà “della Roma”, ma verrà pagato 2 milioni di euro all’anno dalla A.S. Roma al costruttore Parnasi e alla cordata di banche e società finanziarie messa insieme da Pallotta. Insomma: giallorossi Sì, ma cojoni NO!!

Siamo d’accordo a realizzare un nuovo Stadio, a utilizzare al meglio l’Olimpico ed a restaurare il Flaminio completamente abbandonato al degrado, affinchè Roma disponga di impianti sportivi per tutti e funzionali. Ma è inaccettabile accettare il ricatto dei costruttori e degli speculatori che vogliono aggiungere al nuovo Stadio più di settecentomila metri cubi di palazzi, grattacieli, negozi da vendere, affittare, ipotecare alla banche per fare investimenti finanziari.

La giunta comunale della Raggi barcolla sotto il peso delle pressioni degli speculatori  che strumentalizzano i sostenitori della Roma per piegare ancora una volta la città ai loro interessi e agli affari. La riunione  della giunta con il costruttore Parnasi, le dichiarazioni trionfaliste del vicesindaco Bergamo e le dimissioni dell’assessore all’Urbanistica  Berdini sono il segnale di questa capitolazione.

Dichiariamo sin da subito che se la Giunta e il Consiglio Comunale accetteranno i diktat dei palazzinari e della banche sulla cementificazione a Tor di Valle, ci attiveremo per ottenere un referendum cittadino contro la delibera che approverà questo scempio.  Lo abbiamo già fatto in passato contro la privatizzazione dell’Acea e della Centrale del Latte (con la giunta Rutelli) lo faremo di nuovo anche con la giunta Raggi.

Il referendum sulle delibere comunali è uno strumento previsto dallo statuto comunale di Roma e uno strumento di democrazia e partecipazione diretta dei cittadini alle decisioni importanti sulla città.

Prepariamoci a dare battaglia contro la speculazione, la cementificazione selvaggia e i comitati d’affari che rappresentano la vera minaccia di mafia-capitale su Roma.

Carovana delle Periferie

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