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Pisa. Solidarietà a chi ha contestato i “futuristi” in Logge di Banchi.

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Vorremmo rispondere alle bordate di critiche giunte alla stampa locale contro i contestatori della manifestazione di Futuro e Libertà del 17 settembre scorso nel centro storico pisano.

Gli argomenti formali di chi critica la contestazione ignorano la miriade di lesioni alle norme che dovrebbero regolare la vita economica, sociale, politica e giudiziaria del paese.

La realtà è sotto gli occhi di tutti, a partire dalle “infrazioni” dai nostri amministratori, i quali usano due pesi e due misure contro lavoratori e lobby economiche, emarginati e ricchi abitanti del centro storico.

Che dire del trattamento di estremo favore verso chi specula sulla ristrutturazione dei nostri territori (Hub militare all’aeroporto, porto di Marina, milioni di euro trovati per rendere il centro di Pisa un salotto scintillante) e, dall’altra parte, la contrapposizione con le rappresentanze sindacali dei lavoratori e delle famiglie toccate dai tagli ai servizi, la chiusura di asili nido, le minori risorse per trasporti pubblici e contributi all’affitto, l’uso dei vigili urbani come poliziotti contro gli immigrati? Diversi trattamenti, a connotare il taglio classista di una Giunta comunale che supera in provvedimenti economici e polizieschi le amministrazioni di destra. 

A livello nazionale è ancora più evidente lo scarto fra “regole democratiche” e gestione della cosa pubblica. Il quotidiano bollettino di scandali e trame contraddistingue da anni il nostro paese nello scenario internazionale.

Alla luce di questa realtà le critiche di “metodo” nella contestazione contro Futuro e Libertà in Logge di banchi appaiono a dir poco risibili. 

Nel metodo e nel merito siamo al fianco di chi ha ricordato ai “futuristi” le gravissime responsabilità – storiche e attuali – nello sfascio del paese, al quale i dirigenti ex fascisti di questo partito hanno partecipato attivamente.

Il clima che si tenta di creare è di “unità nazionale” tra forze politiche di centro sinistra, per affrontare le conseguenze di una crisi economica devastante, causata esclusivamente dalle storture del modello economico capitalista. 

Da Napolitano a Fini gli appelli a stringere la cinghia si perdono. Le soluzioni alla crisi non ci sono, ma i soggetti che dovranno pagarla sì, sempre e solo i soliti: lavoratori, pensionati, giovani, immigrati.

La parata bipartisan in Logge di Banchi, da FLI al PD sino alla sinistra “radicale”(?) del PRC, uniti intorno a un tavolo a discettare sul modo con il quale sostituire il berlusconismo nella gestione delle politiche imposte dalla Banca Centrale Europea, è stata disturbata da chi quelle politiche le subisce sulla propria pelle.

Tutta la nostra solidarietà ai contestatori, nell’auspicio che questo come altri momenti di risposta alle politiche antipopolari trovino momenti sempre più alti di coordinamento e unità, dall’assemblea del prossimo 1 ottobre a Roma “Dobbiamo fermarli”.

Rete dei Comunisti – Pisa

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