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Catania. Le mimose e il gioco delle tre carte della Flc-Cgil

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L’appello del movimento delle donne di “Non una di meno”, con la proclamazione dello sciopero generale di 24 ore per l’8 marzo,  ha raccolto una marea di  adesioni e consensi, e non solo fra le donne. Sciopero proclamato  dai sindacati di base , uno sciopero dal lavoro domestico,che ancora troppo spesso grava in via esclusiva sulle donne, siano esse native o migranti, che fungono da ammortizzatore sociale di un welfare sempre più privatizzato.Uno sciopero per dire basta alla violenza maschile sulle donne, alle discriminazioni di genere e alle molestie nei luoghi di lavoro, ai femminicidi.

Uno sciopero contro le discriminazioni salariali di genere fatte di livelli contrattuali più bassi, di una retribuzione fino al 20% inferiore a quella degli uomini a parità di mansione, di ricorso massiccio al part time involontario, di lavori non qualificati nonostante una maggiore scolarizzazione, di richiesta di dimissioni in bianco all’atto dell’assunzione, di maggiori contratti atipici e precari da giovani e di pensioni da fame in vecchiaia.

Uno sciopero per rivendicare il diritto a servizi pubblici gratuiti ed accessibili, al reddito sociale, alla casa, al lavoro e alla parità salariale; all’educazione scolastica, alle strutture sanitarie pubbliche – a cominciare dai consultori – libere da obiettori; alla formazione di operatori sociali, sanitari e del diritto.Per il diritto all’autodeterminazione e all’interruzione di gravidanza gratuita e sicura come previsto dalla legge. 

Per il riconoscimento ed il finanziamento dei Centri Antiviolenza ed il sostegno economico per le donne che denunciano le violenze.

 

– IL GIOCO DELLE TRE CARTE DELLA FLC-CGIL.

Come detto all'inizio, lo sciopero dell'8 marzo è stato possibile grazie all'avvenuta  proclamazione da parte dei sindacati di base. La CGIL ,seppur  "chiamata" da alcune aree del movimento "Non una di meno", NON ha proclamato lo sciopero delle donne. Invece, qualche giorno fa, a sorpresa, ha aderito allo sciopero dell'8 marzo, la FLC-Cgil, proclamando, di fatto, lo sciopero dell'8 marzo solo  fra gli insegnanti. Adesione,questa della Flc, che ha creato non poca confusione fra gli insegnanti.  C'è, infatti, chi associa, erroneamente ,la presenza specifica della Flc allo sciopero delle donne, come se lo sciopero dell'8 marzo sia anche contro la 107 e le deleghe. In realtà, è il  17 marzo lo sciopero generale della scuola, sciopero a cui, ovviamente, la Cgil non aderisce, come la Cisl, la Uil e lo Snals ,essendo uno  sciopero contro la famigerata  107 renziana.

 

– CLAUDIA URZI' (USB SCUOLA): "Chi sciopera l'8 marzo, non sciopera contro la 107 e le deleghe".

In merito a questo gioco delle tre carte del sindacato giallo, una nota "per chiarire" di Claudia Urzì, dell'USB Scuola di Catania:

"Per chiarire. L'8 marzo è SCIOPERO delle DONNE, contro la violenza, i femminicidi, le disparità, etc… Sciopero generale indetto dai sindacati di base. Il 17 marzo è SCIOPERO DELLA SCUOLA, indetto dai sindacati di base USB, COBAS, UNICOBAS, a cui  hanno aderito Anief, CUB e Feder ATA .

Quindi, chi sciopera l'8 marzo non sciopera contro la 107 e le deleghe.
Chi sciopera il 17 marzo sciopera per il ritiro delle deleghe e l'abrogazione della 107. Per chiarire".

– Sciopero dell'8 marzo e Sciopero del 17 marzo.. .è chiaro il concetto?

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