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Grecia, divergenze serie nel governo sul “piano” di rigore

Al termine di una riunione informale del Consiglio dei ministri greco, durata quasi 10 ore, è venuta la conferma che all’interno del governo socialista di Giorgio Papandreou esistono divergenze che devono essere superate per arrivare all’approvazione del nuovo pacchetto di misure economiche. Durante la riunione, il premier ha illustrato ai ministri le scelte strategiche del suo governo, sottolineando che l’obiettivo principale rimane la salvezza della Grecia dal fallimento e la sua permanenza nella zona dell’euro. «Il fallimento del Paese sinora è stato evitato, però rimane sempre un problema aperto», ha detto Papandreou escludendo il ricorso a elezioni anticipate e dicendosi favorevole a referendum.

Papandreou ha parlato anche delle manifestazioni degli «indignati» e puntando il dito contro il sistema politico degli ultimi anni come la causa dei problemi attuali del Paese. «Il problema della società greca – ha detto il premier – consiste nella disperazione per il domani non solo a causa della situazione economica ma anche a causa dell’impotenza, dell’inefficienza e dell’incapacità del sistema politico, economico, mediatico e giuridico, di dare una soluzione giusta e democratica ai problemi del Paese».

I ministri, da parte loro, hanno avuto modo di esprimere le loro posizioni su alcuni punti che considerano come un «limite da non oltrepassare». Quasi tutti si sono detti contrari alla proposta del ministero delle Finanze di ridurre l’imponibile a 6.000 euro all’anno, proponendo altre soluzioni che il ministro Giorgio Papaconstantinou si è impegnato a prendere in esame, spiegando che la «troika» è d’accordo a includere nel programma economico a medio termine altre proposte alternative purchè siano realizzabili. Un altro punto cruciale del programma sul quale ci sono obiezioni, non solo da parte di ministri ma anche da parte di molti parlamentari del partito al governo, è la questione dei licenziamenti dei dipendenti delle imprese a partecipazione statale, che dovranno essere chiuse o fuse con altre. Alcuni ministri hanno chiesto al dicastero delle Finanze di smettere di parlare di licenziamenti visto che esistono soluzioni alternative al problema. Altri capi di dicastero hanno sostenuto che le misure dei tagli generali degli stipendi e delle pensioni sono ingiuste. È stata cambiata anche la data della votazione del programma economico a medio termine: verrà approvato dal Parlamento greco dopo il Vertice Europeo di giugno per dare il tempo necessario al ministro delle Finanze di fare alcune delle modifiche richieste dai ministri.

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