Menu

Truffatori, maneggioni, mercenari: italiani in guerra

Al Sole 24 Ore hanno il naso fino. Grazie al loro inviato apprendiamo questa gustosa scenetta, rivelatrice di quanto si muove nelle pieghe e sottotraccia in una guerra dai contorni sempre meno nobili.

 

Tre agenti italiani imprigionati per un mese nelle carceri di Gheddafi?

dal nostro inviato Roberto Bongiorni

 

TRIPOLI – Una misteriosa vicenda riguarda tre agenti italiani che dicono di essere rimasti un mese nelle carceri di Gheddafi. I tre sono arrivati nel primo pomeriggio all’Hotel Corinthia di Tripoli e sostengono di essere stati rapiti in territorio tunisino in seguito a una trappola dalle truppe lealiste. Non si capisce se si tratta di soldati regolari o di mercenari.

I tre dicono di chiamarsi Antonio Cataldo, 27 anni di Chiusano di San Domenico, in provincia di Avellino, Luca Boero, 42 anni, di Genova, Vittorio Carella, 42 anni, di Peschiera Borromeo, in provincia di Milano. Gli agenti sostengono di essere stati rapiti un mese fa, il 23 luglio, in Tunisia, con una trappola. Secondo il loro racconto, sarebbe venuto a prenderli un personaggio che somigliava a un poliziotto e poi sarebbero stati venduti a degli uomini armati che li hanno consegnati alle truppe del colonnello.

Dal confine con la Tunisia sono finiti nel carcere di Tripoli, controllato da Gheddafi, dove – sostengono – sono stati ammanettati, bendati e picchiati. Cinque giorni fa, dopo lo scoppio delle ostilità a Tripoli, i tre sono fuggiti dal carcere della capitale assieme a tutti i prigionieri. E si sono rifugiati in una casa dei ribelli per cinque giorni perché non c’erano le condizioni di sicurezza per spostarsi. Oggi sono arrivati all’hotel e sperano di rientrare al più presto in Italia. Tuttavia il silenzio della Farnesina sulla vicenda è molto sospetto e tutta la situazione è abbastanza oscura. Anche perché i tre hanno lasciato l’albergo in tutta fretta con un grande zaino in spalla (quando uno viene rapito di solito viene rubato di tutto e per questo la circostanza insospettisce).

- © Riproduzione possibile DIETRO ESPLICITO CONSENSO della REDAZIONE di CONTROPIANO

Ultima modifica: stampa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *