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Brasile. Perdita di petrolio, sospesa la Chevron

Non sono bastate le «sincere scuse alla popolazione», presentate nel corso di un’udienza pubblica davanti ai deputati di Brasilia dal presidente della Chevron brasiliana, George Buck. Le attività in Brasile della compagnia petrolifera statunitense sono state sospese.

Lo ha deciso l’Agenzia nazionale di petrolio (Anp) brasiliana attraverso un secco comunicato divulgato a due settimane di distanza dall’incidente provocato dal colosso Usa nel campo Frade, un’area di trivellazione a 370 km dalla costa di Rio de Janeiro. Nella nota ufficiale, l’Anp – organo governativo regolatore delle attività legate all’industria del petrolio, del gas naturale e dei biocombustibili – ha determinato «la sospensione delle attività di perforazione nel campo Frade finchè non verranno identificati le cause e i responsabili della fuoriuscita di petrolio e ristabilite le condizioni di sicurezza nell’area». Poichè l’azienda americana non sta operando in altri campi petroliferi, «questa decisione – conclude la nota – sospende tutte le attività di perforazione della Chevron Brasil sul territorio nazionale».

La presidente del Brasile, Dilma Rousseff, avrebbe dimostrato «profonda irritazione» per la mancanza di attrezzature di sicurezza appropriate e per le consuete iniziali omissioni sulla reale entità dell’incidente da parte della Chevron. In una riunione a porte chiuse a Brasilia, il capo di Stato avrebbe fatto capire di voler irrobustire la reazione del proprio governo, proponendo una punizione esemplare che riduca il rischio di ulteriori disastri ecologici.

Dall’inizio della perdita, proveniente da una fenditura a 1200 metri di profondità, l’Anp ha calcolato che siano stati versati in alto mare circa 400 mila litri di greggio, che erano arrivati a formare una chiazza in superficie di oltre 160 km quadrati. La sospensione a carico della Chevron è arrivata a 48 ore di distanza dalla decisione di applicarle una multa di 20 milioni di euro da parte dell’Ibama (Istituto brasiliano per l’ambiente e le risorse naturali rinnovabili), ente legato al ministero dell’Ambiente. Il Governo non ha comunque escluso che ulteriori sanzioni amministrative possano essere decise nei prossimi giorni.

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