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Grecia: Corte dei Conti boccia riforma delle pensioni della troika

La Corte dei Conti greca ritiene ”incostituzionale” gran parte delle riforme pensionistiche previste nel terzo memorandum, che deve essere approvato dal Parlamento greco e che costituisce l’impianto del possibile accordo con la Troika.
I magistrati dell’Alta Corte hanno giudicato ‘incostituzionale’, in particolare, il taglio delle pensioni per la quinta volta dal 2010 e l’innalzamento dell’età pensionabile da 65 a 67 anni. Nelle misure incluse nel nuovo pacchetto di austerità è previsto anche un aumento sostanziale del numero minimo di anni che i greci dovranno lavorare per beneficiare di una pensione statale di base e riduzioni progressive sulle pensioni fino al 15% a partire da quelle superiori a 700 euro al mese. La riforma delle pensioni bocciata oggi dalla Corte dei Conti prevede inoltre un aumento del numero minimo di anni di lavoro necessari prima del pensionamento da 15 a 20. Ciò darà diritto al lavoratore, quando avrà raggiunto l’età di 65 anni, ad una pensione massima di 400 euro al mese.
Nonostante la sonora bocciatura della Corte dei Conti, il governo ha annunciato che il pacchetto delle misure di austerità proseguirà il suo iter e sarà quindi sottoposto mercoledì sera con procedura d’urgenza all’approvazione dei deputati nel giorno in cui i sindacati ellenici hanno proclamato lo sciopero generale. 
Questo perché, secondo il governo Samaras, l’Alta Corte ha espresso un parere che non è vincolante come invece lo sarebbe stata una decisione espressa attraverso una vera e propria sentenza.
Comunque il pronunciamento della magistratura contabile ha subito gettato il mercato borsistico greco nel caos. La Borsa di Atene oggi ha chiuso con un meno 5%.


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