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Libano. Gruppo “ribelle” siriano rivendica l’autobomba di Beirut

Un gruppo ribelle siriano finora sconosciuto, la Brigata 313, ha rivendicato nella notte l’esplosione dell’autobomba che ieri ha ferito 53 persone in un quartiere sciita di Beirut. “Un’unità speciale della Brigata 313 ha compiuto un attacco nell’area di Bir al-Abed dei sobborghi meridionali di Beirut”, si legge sulla pagina Facebook del gruppo.
Il gruppo porta lo stesso nome di una organizzazione affiliata ad al Qaeda che opera in Afghanistan e Pakistan, ma non sembra essere conosciuto dagli altri gruppi ribelli siriani. “Colpiremo ovunque in Libano specialmente dove si riunisce il partito libanese dell’Iran, daremo la caccia agli esponenti di questa organizzazione terrorista ovunque nel mondo per metter fine al suo intervento nello spargere sangue siriano”, si legge nella rivendicazione, che attacca il partito sciita libanese Hezbollah, notoriamente legato all’Iran, per il suo intervento in Siria a fianco delle forze del presidente Bashar al Assad.
Brigata 313 afferma di essere anche responsabile di un attentato avvenuto in Libano il 28 giugno, quando due ordigni sono esplosi al passaggio di un convoglio Hezbollah senza causare vittime.

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