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Gli Usa non firmano la convenzione contro le mine anti-uomo

Gli Stati Uniti ancora “non sono pronti” a firmare la convenzione internazionale, alla quale hanno già aderito oltre 160 Paesi di tutto il mondo, che vieta l’uso delle mine anti-uomo, armi micidiali che continuano a causare un alto numero di vittime civili in territori dove la guerra è finita ormai da anni o addirittura da decenni.
Secondo il gruppo di monitoraggio Landmine Monitor il numero di persone uccise dalle mine anti-uomo è comunque diminuito a meno di 4.000 nel 2012, il dato più basso da quando è iniziata l’osservazione. “Il commercio di queste mine si è ridotto quasi a zero date le gravi accuse contro di esse”, ha dichiarato Nicole Hogg, della Croce rossa internazionale.
Alla Convenzione, che dovrebbe raggiungere il suo obiettivo entro il lontano 2025, mancano le firme di Stati Uniti, Russia e Cina, così come quelle di altre due potenze nucleari, India e Pakistan.
Nel 2009 Washington aveva detto di voler rivedere la sua posizione sulle mine anti-uomo ma poi, nonostante la pressione di diversi gruppi pacifisti, non ha firmato la convenzione. Alla domanda se gli Usa fossero pronti ad annunciare a Maputo una svolta, un funzionario del Dipartimento di Stato Usa ha detto: “No, il processo di revisione è in corso”.
Da quando il Mozambico ha ospitato la prima conferenza internazionale nel 1999 il numero degli stati firmatari è aumentato da 45 a 161.

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