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Tunisia: forze di sicurezza uccidono nove jihadisti

Nove uomini armati, appartenenti alla cosiddetta brigata Okba Ibn Nafaa – gruppo jihadista accusato della strage di turisti stranieri al museo del Bardo a Tunisi – sono stati uccisi in scontri con le forze di sicurezza. Lo ha affermato il ministro degli Esteri tunisino secondo cui gli scontri sono avvenuti nella zona montuoso di Sidi Aich, nel governatorato di Gafsa, regione lungo la frontiera con l’Algeria ma molto più a sud della zona di azione abituale delle gruppo attivo da oltre due anni.
Il primo ministro Habib Essid ha annunciato che tra le vittime dell’operazione figura anche il fondatore del gruppo, ‘primula rossa’ dell’estremismo nel paese, l’algerino Lokmane Abou Sakhr.
Il ministero degli Interni accusa i brigatisti di essere responsabili dell’attacco contro il museo, nonostante questo sia stato rivendicato dai combattenti del cosiddetto Stato Islamico (Is).
Branca locale di Al Qaida nel Maghreb islamico (Amqi), Okba Ibn Nafaa si pone come obiettivo la creazione di un califfato islamico in Tunisia. La falange armata – che prende il nome da un grande capo militare musulmano e fondatore dell’omonima moschea di Kairouan – aveva rivendicato l’attacco alla casa dell’ex ministro degli interni, Lotfi Ben Jeddou nella scorsa primavera e sarebbe responsabile della morte di oltre una sessantina di poliziotti e militari dal dicembre 2012.
Una gran parte degli esponenti del gruppo fanno parte di Ansar Sharia, gruppo guidato da Abu Iyadh sospettato di aver condotto l’attacco contro l’ambasciata degli Stati Uniti nel settembre 2012.
Il governo tunisino ritiene Okba Ibn Nafaa il risultato degli interventi militari in Mali e in Libia, che hanno facilitato il traffico di armi e movimenti di jihadisti in tutto il Sahara.

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