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Epidemia di dengue a San Paolo del Brasile

Sono oltre 222.000 i casi di febbre emorragica tropicale ‘dengue’ contati in 645 città dello Stato meridionale di san Paolo dall’inizio del 2015, un ‘record’ storico stando ai numeri del Centro di vigilanza epidemiologica (Cve).

Solo nelle prime tre settimane di aprile sono stati registrati 32.472 casi sospetti, di cui ne sono stati confermati 10.902; lo Stato ha anche registrato già 125 decessi, numero che si avvicina ai 140 che si erano prodotti a San Paolo nell’arco dell’intero 2012, un anno che a sua volta aveva registrato il ‘record’ di vittime. È altamente probabile che la tendenza sia in aumento, poiché si sospetta che altri 90 decessi siano dovuti alla dengue, secondo il quotidiano Folha.

Attualmente in 32 città pauliste si concentra il 62% dei casi: in numeri assoluti le città più colpite sono Campinas, Sorocava, San Paolo, Sumaré e Catanduva, con oltre 6400 casi confermati in ciascuna.

Alcune città, inclusa la capitale, si apprestano a chiedere l’intervento dell’esercito per distruggere i focolai della dengue, che per vettore ha la zanzara Aedes Aegypti, per l’80% localizzati nelle abitazioni. Affinché si definisca epidemia è necessario che si comprovino 300 casi ogni 100.000 abitanti, quello che succede già in diversi comuni paulisti.

I governi federale e statale lottano intanto per accelerare i test del vaccino, da due anni allo studio dell’Istituto Butantan; se i test procederanno nel modo corretto, il vaccino potrebbe già essere disponibile fra il 2016 e il 2017.

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