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Bahrein. Condannato a quattro anni il leader dell’opposizione

In Bahrein, il leader del principale partito di opposizione Al Wefaq, Sheikh Ali Salmane, è stato condannato a quattro anni di carcere per “incitazione alla disobbedienza”. Lo rendono noto fonti giudiziarie precisando che i giudici hanno cassato le accuse nei suoi confronti per complotto contro le istituzioni e il governo, che avrebbero comportato una pena assai superiore.
La grave sentenza politica costituisce comunque l’ultimo atto di una persecuzione che dal 2011 vede il piccolo regno feudale teatro di un crescente movimento di protesta da parte di oppositori, molti dei quali appartenenti alla minoranza sciita, battersi per riforme democratiche sempr respinte dalla casa regnante e dall’Arabia Saudita che qualche anno fa ha anche inviato proprie truppe nella piccola petromonarchia per schiacciare nel sangue la rivolta contro il regime.
Salmane ha sempre rigettato le accuse di complotto, affermando di aver sempre svolto il suo ruolo di oppositore in modo “pacifico”. Il suo arresto, il 28 dicembre scorso in seguito ad una protesta contro le elezioni parlamentari di novembre, boicottate dal suo e da altri movimenti di opposizione, aveva provocato proteste di piazza in Bahrein e suscitato le reazioni degli attivisti per i diritti umani a livello internazionale.
Almeno 89 persone sono state uccise nella repressione da parte della polizia e dell’esercito delle manifestazioni popolari organizzate a più riprese dal febbraio 2011. Il movimento Al Wefaq esorta la casa regnante al Khalifa ad introdurre riforme che trasformino il paese in una vera monarchia costituzionale.

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