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Dopo la Brexit una Cechexit?

La cancelleria del primo ministro della Repubblica Ceca, Bohuslav Sobotka, ha reso noto oggi che il governo non ha in programma di indire un referendum sull’adesione del paese a UE e Nato. Appena ieri, il presidente ceco Miloš Zeman si era detto favorevole a un referendum per l’uscita del paese da entrambe le organizzazioni internazionali.

Lo aveva scritto l’agenzia Reuters, sottolineando come Zeman, secondo la Costituzione vigente, non abbia il potere di indire referendum, ma si sia pronunciato per la sua attuazione. “Non sono d’accordo con chi vuole l’uscita dall’Unione europea”, aveva detto Zeman durante un incontro, ieri, coi cittadini di Velké Meziříčí, una cinquantina di km a nordovest di Brno; “tuttavia farò di tutto affinché essi possano tenere il referendum ed esprimere la propria opinione. Lo stesso, per quanto riguarda l’uscita dalla Nato”. Nella nota governativa pubblicata oggi e ripresa dalla Tass, si dice invece che “priorità a lungo termine della politica internazionale del governo della Repubblica ceca e interesse nazionale è l’appartenenza a UE e Nato. L’appartenenza a queste organizzazioni è una garanzia di stabilità e sicurezza”. Perciò “il governo non ha intenzione di intraprendere alcun passo che metta in dubbio la nostra appartenenza e il corso a lungo termine della politica estera della Repubblica Ceca. Di conseguenza, non consideriamo la possibilità di tenere un referendum”. Non pare difficile immaginare quali soggetti e meccanismi si siano attivati nelle ultime 24 ore, per esorcizzare le dichiarazioni, tutt’altro che eversive, rilasciate ieri da Zeman.

La Reuters ricorda che una buona fetta di abitanti della Repubblica Ceca desidera l’uscita dall’Unione Europea, cui il paese ha aderito nel 2004, dopo che, nel 1999, era stata tra i primi paesi dell’Europa orientale, insieme a Ungheria e Polonia, a entrare nell’Alleanza atlantica. Secondo un sondaggio condotto lo scorso aprile dal CVVM, appena il 25% degli intervistati (erano il 32% un anno fa) si è detto soddisfatto dell’associazione alla UE. Anche in Slovacchia, scrive la Reuters, la formazione di estrema destra Partito popolare sta dando avvio alla petizione per il referendum sull’uscita da UE e Nato.

Commentando il risultato della Brexit, lo scorso 27 giugno, la speaker del Consiglio di federazione della Russia, Valentina Matvienko, aveva detto che il voto britannico “può sollevare un’ondata di tentativi di indizione di tali referendum. E’ un campanello d’allarme, una campana a martello per l’Unione Europea”.

FP

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