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Kiev continua nelle provocazioni contro DNR e LNR

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Come comunicato dal servizio stampa della Repubblica popolare di Donetsk, mercoledì scorso, durante un tentativo di azione diversiva dietro le linee, compiuto da un gruppo di una decina di ricognitori-sabotatori ucraini nei pressi del villaggio di Krutaja Balk, nell'area di Jasinovataja, tre di essi sono rimasti uccisi, saltando su una mina. Gli altri si sono ritirati. Ciò è avvenuto nel momento stesso in cui il presidente ucraino Petro Porošenko dichiarava di “temere azioni diversive e terroristiche contro obiettivi vitali dell'Ucraina”! A partire dalla proclamazione del cessate il fuoco, in corrispondenza del natale cattolico, le forze ucraine non hanno mai interrotto i tentativi di sfondare le linee delle milizie, con piccole unità o anche con forti contingenti (come nel caso dell'attacco a Debaltsevo del 18-20 dicembre), venendo però sempre respinti, anche a costo di forti perdite.

Intanto ieri, nel punto di contatto tra esercito ucraino e milizie popolari di “Majorsk”, alla periferia di Gorlovka, le forze ucraine hanno liberato 15 miliziani di DNR e LNR prigionieri del SBU, dopo che nei giorni scorsi le milizie, in via unilaterale, avevano liberato altrettanti prigionieri ucraini. La rappresentante della DNR per i diritti umani, Darija Morozova, ha dichiarato che sarebbe sufficiente un semplice gesto del presidente ucraino, per giungere alla liberazione di tutti i prigionieri, secondo la formula contemplata dal 5° punto degli accordi Minsk – “tutti per tutti” – e che ciò potrebbe avvenire alla vigilia del natale ortodosso, che cade il 6 gennaio. Nei giorni scorsi, Morozova aveva dichiarato che, per intanto, Donetsk è pronta, quale “gesto di buona volontà” a liberare 690 prigionieri ucraini in cambio della liberazione di 47 miliziani.

Nonostante ciò, anche in occasione della liberazione dei 15 miliziani, ieri, la parte ucraina non ha mancato di porre in atto un'azione provocatoria. La rappresentante della LNR per le questioni umanitarie al Gruppo di contatto, Olga Kobtseva, ha dichiarato che “quella prostituta politica del capo del Servizio di sicurezza ucraino, che risponde al nome di Jurij Tandit, che ama sempre inscenare spettacoli, ha condotto donne e madri, i cui parenti sono prigionieri nella DNR, oltre ad alcuni preti, per esercitare su di noi pressione psicologica e spingerci a liberare i detenuti". Kobtseva e Morozova hanno allora spiegato a quelle donne il “perché sia congelato il processo di scambio dei prigionieri”, mentre Kiev ne addossa la completa responsabilità sulle milizie popolari.

Ma intanto, continua a sorprendere l'opinione pubblica ucraina l'ex tiratrice scelta del battaglione naonazista “Ajdar”, Nadežda Savčenko, che ha dichiarato di volersi incontrare di nuovo coi leader di LNR e DNR, Igor Plotnitskij e Aleksandr Zakharčenko; ma, questa volta, a Donetsk, o Lugansk e poi a Kiev. Obiettivo dell'incontro, al di fuori dei contatti a Minsk, dovrebbe essere ancora una volta quello dello scambio di prigionieri. Dopo il primo incontro tra Savčenko, Plotnitskij e Zakharčenko – per cui la deputata ucraina era stata espulsa dalla frazione parlamentare “Patria” di Julija Timošenko – a inizio dicembre e come “gesto di buona volontà”, DNR e LNR avevano liberato due soldatesse ucraine prigioniere delle milizie.

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