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Siria. Colpita duramente Al Nusra. Mosca accusa Usa e Fds di sabotare la guerra all’Isis

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La guerra sul campo in Siria, vede alternarsi eventi militari e asprezze diplomatiche crescenti. Dodici comandanti del gruppo jihadista Fronte al Nusra (Jabhat al-Nusra) sarebbero stati uccisi in un raid russo e il leader della formazione Abu Mohammad Juliani sarebbe “in condizioni critiche”. Lo riferisce l’agenzia Ria Novosti riferendosi a quanto ha detto il portavoce del ministero della Difesa russo Igor Konashenkov.

Sul piano politico si segnala invece un duro attacco del ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov contro le forze della coalizione a guida Usa. Lavrov le accusa di effettuare “sanguinose provocazioni” ai danni delle truppe russe in Siria. In un’intervista al quotidiano di proprietà saudita Asharq al-Awsat, il ministro degli esteri russo ha affermato che: “le attività delle forze a guida Usa sollevano molti interrogativi… In vari casi queste forze hanno indirettamente incoraggiato i terroristi ad attaccare posizioni strategiche giustamente riconquistate da Damasco hanno deliberatamente attuato sanguinose provocazioni contro le nostre forze”.

Lavrov si riferisce alle Forze Democratiche Siriane, sostenute dagli Usa nella guerra contro le milizie di Daesh nell’est della Siria, in particolare a Raqqa. Mosca già a settembre aveva accusato le Fds di tentare di sabotare un’offensiva separata da parte dell’esercito siriano, suo alleato, contro l’Isis a Deir Ezzor. “Oggi tutte le parti devono abbandonare le loro ambizioni geopolitiche e contribuire appieno al ripristino della stabilità e della sicurezza della Siria e di tutto il Medio Oriente e il Nord Africa” ha detto Lavrov, chiedendo la revoca delle sanzioni contro il governo di Assad.

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