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USB, Nella sanità la manovra ci riporta indietro di 10 anni

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 "La manovra del Governo ripropone soluzioni già censurate e inadeguate alla realizzazione di un sistema sanitario pubblico e di qualità", dichiara Sabino Venezia, del Coordinamento Nazionale USB Pubblico Impiego. "Riproporre i ticket e bloccare la retribuzione del personale, oltre a non determinare risparmio vero, corrisponde a dequalificare il sistema assistenziale ed a ricondurlo nella sfera della speculazione, con il risultato che l'intero impianto della manovra peserà due volte sui cittadini malati e sugli operatori sanitari".

"Ben altre sono le questioni - evidenzia il sindacalista - sulle quali il Governo avrebbe dovuto concentrare l'intervento. Dalle cronache sulla corruzione, traspare una costante subordinazione del servizio sanitario ai sistemi affaristico-clientelari che pervadono il Paese, da sempre contigui alla politica. Ma nessuno interviene, se non demagogicamente, sugli appalti, sulle consulenze, sull'esternalizzazione dei servizi e sul precariato, vere fonti di diseconomia". Prosegue Venezia: "Anche gli aspetti concernenti una ipotetica chiusura degli ordini professionali, da sempre sovrastrutture autoreferenziali e di potere, ed il tetto di spesa per l'acquisto di dispositivi medici, ulteriori fonti di sperpero perché riconducibili ad operazioni poco trasparenti, non sono indirizzati alla tutela dei malati ma ad una sorta di processo di liberalizzazione, escluso da norme di verifica e controllo". "Contro questo ulteriore attacco alla dignità dei lavoratori e dei cittadini, che si somma al deludente accordo sulla rappresentanza sindacale voluto da Confindustria e Sindacati Confederali, la USB Pubblico Impiego intensificherà le iniziative di lotta, non ultimo lo sciopero generale previsto per il prossimo 15 Luglio", conclude Venezia.

 

 

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