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Movimento No Debito anche in Toscana.

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Oltre 150 le persone presenti per seguire i lavori dell’assemblea e l’intervento di Giorgio Cremaschi, segretario nazionale FIOM e rappresentante del Coordinamento nazionale No debito. Ieri c’è stata l’assemblea di Torino. Appuntamento per tutti il 17 dicembre a Roma.

A presiedere l’assemblea tre lavoratori simbolo delle ferrovie: Ezio Gallori – leader storico delle lotte dei macchinisti ferrovieri – e Dante De Angelis, licenziato dalle FS per aver denunciato i gravi problemi di sicurezza sui treni ETR. Insieme a loro Riccardo Antonini, altro dipendente delle ferrovie recentemente licenziato in tronco per aver accettato l’incarico di consulente di parte civile nell’incidente probatorio disposto per l’inchiesta sulla strage di Viareggio.

Dopo l’intervento dei tre ferrovieri, Giorgio Cremaschi ha iniziato il suo prendendo le mosse da quella che nel nostro paese è stata salutata come una “liberazione”, ovvero la caduta del governo Berlusconi, che pare rendere accettabile qualunque nuovo assetto.

“Il dopo Berlusconi – chiosa Cremaschi – ci consegna un nemico ancora peggiore: un sistema economico internazionale che sta producendo una soluzione unica per mettere in sicurezza la finanza internazionale e la ricchezza immateriale e virtuale a scapito di chi quella ricchezza produce” .

“ Il “governo unico delle banche”, ben rappresentato da Monti, deve fare i conti con la crisi del capitalismo internazionale. La globalizzazione economica non è solo ingiusta, ma non funziona più. Ecco la crisi strutturale, la fine della crescita, che si vuol far credere di poter risolvere con le stesse politiche liberali e liberiste che l’ha generata ”.

Secondo il segretario FIOM “ne è un esempio lampante la Grecia, in cui nell’ultimo anno e mezzo le misure di c.d. risanamento strutturale hanno drammaticamente precipitato le condizioni di vita indietro di 50 anni”. Nonostante questo, continua Cremaschi “anche nel nostro paese, proprio come nella Grecia post Papandreu, si sta attuando la distruzione della democrazia: un governo supportato da una coesione nazionale che imporrà i sacrifici propri di uno stato di guerra. Un governo il cui programma è già scritto nella famosa lettera della BCE all’Italia dello scorso agosto e, a seguire, nei 39 punti con cui la Commissione Europea ha chiesto chiarimenti al Governo Berlusconi e nella successiva risposta dell’ex premier, di fatto “licenziato” e sostituito dalla BCE che chiede tagli alle spese sociali, privatizzazione dei beni pubblici, attacco alle pensioni e all’art. 18, svendita delle municipalizzate”

“Occorre costruire un’alternativa, a fronte di un vuoto totale di democrazia in cui il voto popolare è sostituito dai giudizi delle agenzie di rating.

“Il movimento No debito deve creare – conclude Cremaschi -il contesto per opporre un’alternativa al governo delle banche sul piano politico e sociale, con la consapevolezza che, se il Governo Monti ce la dovesse fare, deciderà anche lo scenario post 2013 e la composizione del prossimo governo”.

L’intervento del presidente del Comitato centrale della FIOM ha aperto un dibattito che ha visto una significativa partecipazione di lavoratori (tra questi delegati sindacali di due fabbriche metalmeccaniche, la CSO di Scandicci e la GKM e una lavoratrice dell’UNICOOP). I delegati sindacali hanno evidenziato le difficoltà nell’organizzare la resistenza e le lotte e l’assenza di democrazia sui luoghi di lavoro, ricordando che lo scenario che si prospetta dovrà fare drammaticamente i conti con la disdetta, annunciata da Marchionne a partire dal prossimo 1 gennaio, di tutti gli accordi sindacali vigenti.

Tanti gli interventi che si sono succeduti, di singoli e di realtà sindacali, politiche e sociali, come la USB, i NO TAV fiorentini, unaassociazione di difesa dei diritti degli invalidi.

Tra le forze politiche la Rete dei Comunisti, i Carc e i rappresentanti della segreteria regionale del PRC. Tra le realtà fiorentine sono intervenuti i rappresentanti della “casa della sinistra” e la   Consigliera comunale del Gruppo Unaltracittà/Unaltromondo che siede all’opposizione nella Giunta Renzi,

Il rappresentante della Rete dei Comunisti ha ribadito con forza come la crisi sistemica in cui oggi si dibatte il capitalismo costituisca un terreno ottimale per l’azione di chi intende costruire un’ipotesi radicalmente alternativa allo stato di cose presenti, evidenziando nel contempo i limiti derivanti dall’attuale debolezza nella soggettività politica e della disgregazione del nostro comune blocco sociale di riferimento. La battaglia contro il pagamento del debito, la costruzione di Comitati No Debito nelle varie città, è un’occasione da non perdere – conclude il rappresentante della RdC – per ricostruire le condizioni di un conflitto organizzato nel paese, entro il quale comunisti e anticapitalisti possano tornare a svolgere un ruolo da protagonisti.

L’Assemblea si è conclusa con l’approvazione di un documento comune che ha recepito i 5 punti dell’appello del 1 ottobre, contro il governo Monti, definito come governo di destra, il documento ha ribadito il rifiuto del pagamento del debito e la necessità di difendere lo stato sociale e le pensioni, oltre che di salvaguardare l’art. 18 contro l’art. 8 della finanziaria. In particolare, nell’ambito locale, è stata ricordata la lotta contro i tagli all’ Ataf di Firenze.

L’obiettivo prefissato è la creazione di un coordinamento sul territorio, partendo dall’individuazione di un gruppo operativo per organizzare la partecipazione all’assemblea nazionale del 17 dicembre e i possibili successivi percorsi di lotta.

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