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Fornero liquida l’Isfol: lavoratori in assemblea permanente

 

L’incontro avvenuto ieri tra le organizzazioni sindacali e il Commissario Straordinario dell’ISFOL, Dott.sa Mancini, conferma le più fosche prospettive per il futuro dell’Istituto, l’unico Ente Pubblico di Ricerca sui temi della formazione, del lavoro e delle politiche sociali. Il Governo vuole affossare con determinazione la storia dell’ISFOL, che da quasi quaranta anni è al servizio del sistema Paese. La sua trasformazione un’Agenzia non solo significa mettere fine ad una voce autorevole e libera, ma denota l’assoluta mancanza di un progetto governativo a salvaguardia della ricerca pubblica e della sua funzione di volano per la ripresa dell’Italia, soprattutto in un momento di crisi.

Appare inoltre singolare che la soppressione dell’ISFOL sia contenuta nel testo della riforma del mercato del lavoro, testo che proprio dall’ISFOL avrebbe dovuto essere analizzato e valutato: si vuole forse preventivamente tappare la bocca ad un’autorevole voce scientifica che, in nome della propria autonomia, avrebbe potuto esprimere riserve o valutazioni scomode?

Dal suo canto, il Commissario Straordinario non ha nessuna intenzione di spendere una parola a difesa dell’Ente che è stata chiamata a presiedere ed è completamente acquiescente alle decisioni del ministro Fornero, che si pongono in totale continuità con le scelte de governo precedente.

L’Unione Sindacale di Base, che da anni combatte per la salvaguardia della funzione dell’ISFOL, è al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori nel chiedere, con ulteriore forza e fermezza, la valorizzazione del ruolo pubblico della ricerca, un serio rilancio dell’Ente nelle tematiche di propria pertinenza e la salvaguardia della dignità e della continuità del lavoro di questo Istituto, da conseguirsi anche attraverso la stabilizzazione del personale precario.

Continua quindi lo stato di mobilitazione dei lavoratori e delle lavoratrici dell’ISFOL, riuniti in assemblea permanente per valutare quotidianamente l’evoluzione della situazione, per mettere a punto forme di lotta e mobilitazione, per dare continuità ad una opposizione che si prevede dura e di lunga durata.

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