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Roma. Protestano ancora i precari della giustizia

Ennesima protesta ieri a Roma da parte dei tirocinanti del ministero di Grazia e Giustizia, sostenuti da USB, che chiedono un impegno per la loro continuità lavorativa. Con la scadenza a fine mese dei tirocini, e a fine anno degli ammortizzatori sociali, circa 600 lavoratori a lungo impegnati a supporto delle enormi carenze organiche dei tribunali rischiano la fine di ogni prospettiva di lavoro e di reddito.

La protesta ha visto dei momenti di tensione quando, alla notizia della netta chiusura da parte dell’amministrazione verso la richiesta avanzata dai sindacati, e dalla USB in particolare, di ricevere una delegazione della piazza, i precari hanno deciso di spostarsi da piazza Cairoli a via Arenula, sotto la sede del Ministero.

“Nonostante il problema sia sentito e più volte rappresentato anche dagli operatori della giustizia,  che chiedono di poter continuare ad avvalersi dell’operato di questi lavoratori, e  nonostante il clima di tensione e disperazione creatosi proprio per l’indifferenza dimostrata fino a oggi dal Ministero, abbiamo purtroppo dovuto assistere al triste spettacolo offerto dalla delegazione di parte pubblica, presieduta dal Capo Dipartimento, che ha opposto un netto rifiuto alla richiesta di fissare una data per incontrare i tirocinanti”, riferisce Pina Todisco, della USB Pubblico Impiego Giustizia,  che ha fatto eco alle richieste della piazza durante l’incontro sulla mobilità del personale, che si è svolto in contemporanea al ministero.

 

“Un rifiuto tanto sdegnoso quanto ingiustificato – sottolinea Todisco – insensibile anche al fatto che alcuni dei manifestanti stavano per essere identificati e trasferiti in Questura dalle forze dell’ordine”.

Ed aggiunge: “Non molto meglio è andata agli altri lavoratori della giustizia, nella trattativa sulla mobilità conseguente alla soppressione dei circa 1.000 uffici giudiziari. La parte pubblica sembrava più interessata a trovare una soluzione per i distaccati piuttosto che risolvere le numerose problematiche riguardanti i disagi economici e sociali derivanti dallo spostamento forzato dei circa 5.000 lavoratori presenti negli uffici soppressi. Questo atteggiamento ha indotto la USB P.I. a richiedere la presenza del Ministro nella prossima riunione sulla mobilità”, conclude Todisco.

La protesta dei Tirocinanti continuerà, come deciso al termine dell’iniziativa di ieri, con nuove forti iniziative nei prossimi giorni nei tribunali e in piazza.

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