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Bertinotti scrive a Napolitano: “Pannella senatore a vita”

Da quando ha abbandonato Nichi Vendola, a pochi mesi dalla fondazione di Sinistra Ecologia e Libertà, Fausto Bertinotti fa il battitore libero. Dispensa opinioni a destra e a manca. A volte ci prende e molte volte no. Dimenticando scientificamente, però, di fare una doverosa autocritica sul fallimento della partecipazione delle varie sinistre da lui guidate alle varie esperienze di centrosinistra. Fallimento che ancora pesa come un macigno su diverse forze politiche in crisi di identità e alla ricerca ancora di un appiglio, di un escamotage che le riporti in Parlamento.
Pochi giorni fa Bertinotti ha preso carta e penna ed ha scritto al Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano, perorando la causa della nomina di Giacinto – detto Marco – Pannella a Senatore a vita.
Ecco cosa ha scritto Faustro Bertinotti:

“Caro Presidente,
mi piacerebbe saper iniziare con la stessa intensità e leggerezza di Boris Vian. Ricorda? “In piena facoltà, egregio Presidente, le scrivo la presente che spero leggerà”. Ma non ho la drammaticità di chi interpreta il disertore, ne la nascosta sicurezza di chi sa che la missiva arriverà a destinazione per la forza dell’atto a cui si accompagna. Eppure, la preghiera che Le rivolgo vorrebbe averne l’intensità.

L’Italia ha perduto una personalità che l’ha interpretata nella sua anima più preziosa, scientifica, culturale e civile insieme, ha perso Rita Levi Montalcini. Era Senatrice della Repubblica, Senatrice a vita. Il nostro Senato ha, ora, un vuoto.
Ella, nel suo ultimo, solenne discorso di fine anno agli italiani, ha parlato di una delle tragedie del nostro paese, quella delle carceri: la vita inumana dei carcerati e delle persone che ne hanno cura; lo stato di intollerabile illegalità che le avvolge.
Non posso che fare fede all’autenticità della Sua denuncia, alla Sua partecipazione al dolore umano e alla denuncia della sistematica violenza che la Repubblica continua a perpetrare contro le persone e contro le sue stesse istituzioni.
Signor Presidente, mi lasci dire che non c’è alcuna innocenza invocabile a questo proposito. Siamo tutti colpevoli. Tutti tranne qualcuno.
Tra questi qualcuno c’è sicuramente Marco Pannella. Da tempo, Pannella mette in gioco il proprio corpo per salvare, con la vita delle persone in carcere, l’onore della Repubblica. Sarebbe di cattivo gusto parlare della vita di questo cittadino della Repubblica, Lei la conosce bene. Piuttosto vorrei rispettosamente chiederLe di fare quello che Ella può per concorrere, con la Sua autorità, all’impresa in cui Pannella è impegnato per salvare l’onore della Repubblica.
Ella non può, forse, risolvere il problema delle carceri, ma può dire, nella forma più solenne, che Marco Pannella interpreta il senso più profondo di questo impegno. Quel seggio vuoto, lasciato da Rita Levi Montalcini, Lei, signor Presidente, lo riempia di una grande passione civile, della testimonianza di una storia che parla la lingua di un futuro che tutti vorremmo abitare: nomini Marco Pannella Senatore a vita”.

Buon anno, Presidente.

Fausto Bertinotti

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2 Commenti


  • almanzor

    “Si sa che la gente dà buoni consigli

    sentendosi come Gesù nel tempio,

    si sa che la gente dà buoni consigli

    se non può più dare il cattivo esempio” …


  • Alfredo

    Il redivivo uomo in cashmire Bertinotti,ex finto comunista,ex sindacalista,ex di tutto ma non delle laute prebende che tuttora percepisce alla faccia nostra,fa la proposta indecente della nomina a senatore a vita di Pannella. Da rifondatore comunista a rifondatore di Pannella?

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