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Turchia: 16 studenti condannati, giovane manifestante kurdo ucciso

Sedici studenti kurdi che hanno partecipato in novembre a una manifestazione di sostegno alle centinaia di detenuti curdi che allora attuavano uno sciopero della fame per vedersi garantire dei diritti minimi sono stati condannati oggi a tre anni di carcere perché ritenuti colpevoli di ”un reato commesso per conto di un’organizzazione terroristica senza farne parte”. Durante la manifestazione, che si era svolta a Ardahan, nell’Anatolia sudorientale, si erano verificati scontri con la polizia. Gli agenti avevano usato gas lacrimogeni e idranti e i manifestanti avevano risposto lanciando sassi. I manifestanti chiedevano al governo di accettare le richieste dei detenuti in sciopero della fame, fra cui la fine dell’isolamento imposto al fondatore e leader storico del Pkk Adbullah Ocalan, detenuto nell’isola carcere di Imrali. I 16 studenti, iscritti all’università di Ardahan, sono stati condannati dalla Quarta Corte Criminale di Erzurum.

E proprio l’altro ieri un giovane manifestante curdo è stato ucciso dalla polizia a Diyarbakir, la maggiore città del Kurdistan turco, durante una manifestazione convocata per il quattordicesimo anniversario dell’arresto del leader del Partito dei Lavoratori del Kurdistan. Secondo il governatore turco della provincia di Diyarbakir Mustafa Toprak, il ragazzo, un diciannovenne, è stato ucciso dallo scoppio di una granata che lui stesso si apprestava a lanciare. Ma testimoni oculari citati dall’agenzia di informazione curda Firat hanno affermato che il giovane è stato travolto da un veicolo della polizia lanciato a forte velocità contro i manifestanti.

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