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Quirinale. Marini non ce la fa al primo scrutinio

All primo scrutinio appare chiaro che Franco Marini non ce l’ha fatta. Servono i due terzi dei voti, ma ne raccoglie poco più della metà.
Nel Pd si affilano i coltelli. Ma non solo lì.
E’ palese infatti la frattura interna al partito di Bersani, che perde – oltre a Vendola e ai suoi . anche l’ala che fa riferimento a Renzi. Il quale, su posizioni decisamente di destra, vede in Marini un presidente che farebbe di tutto per allontanare la prospettiva del ritorno al voto a breve. E Renzi sa bene che il vento a suo favore, come candidato premier del Pd in caso di nuove elezioni, è destinatao a calare nel tempo. Ora appare come “l’uomo del cambiamento” interno al centrosinistra classico (con virata decisa a destra). Tra un anno o addirittura due finirebbe “bollito” dll’attesa, come capitava al Vendola che gridava “primarie subito” e si è poi spento strada facendo.
Dal calcolo finale dei voti vedremo se ci sono stati altri smottamenti negli altri schieramenti.
Teoricamente l’asse Pd-Sel-Monti-Berlusconi-Lega raccoglieva 745 voti possibili. Tolti i renziani e Vendola, apertamente contro, si scendeva a 700 circa. Marini nel ha presi solo 524.
Rodotà ne ha avuti 240, Chiamparini (i renziani e veltroniani, ma solo in parte…) 41, D’Alema 12, Prodi 14, Bonino 13, Napolitano 10, Finocchiaro 4 e Cancellieri 2. Ben 104 le schede bianche, 10 le nulle.

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