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Bologna. Tensione tra polizia e giovani a Piazza Verdi

Ultime notizie (da Zic – Zero In Condotta):

h 20,55 – A quanto riferisce il Cua, ci sarebbero tre ragazzi e una ragazza feriti che sarebbero andati al Pronto soccorso.

h 20,52 – “Ci sembra evidente cosa ha prodotto quella che e’ stata la volontà politica di negare una assemblea legittima e giusta, prima giovedi’ e poi oggi”, dice un attivista del Cua. Occorre “riprendersi con le unghie e con i denti” il diritto di riunirsi in assemblea, “a maggior ragione in questo paese pieno di corrotti e in cui si pensa solo ai tagli. Se questa e’ l’unica idea – continua – negare assemblea amplificata, queste situazioni sono inevitabili, ma ci sono responsabilità politiche evidenti”.

h 20,45 –  Prosegue in un clima teso l’assemblea pubblica in piazza Verdi. “Oggi abbiamo vinto noi”, hanno detto poco fa al megafono gli attivisti del Cua, dando anche appuntamento in piazza alle dieci di domattina per un blocco del Cda dell’Ateneo e a mezzogiorno per un pranzo sociale.

h 20,35 – E’ ancora teso il clima in piazza. Dopo il dietrofront della Polizia, si è mosso un breve corteo per le strade della zona universitaria, che ha poi fatto ritorno in piazza, dove si sta tenendo ora l’assemblea pubblica annunciata dal Cua. Intorno alle 20 sono arrivati due blindati in piazza puntoni e gli agenti, in antisommossa, sono avanzati in Via Zamboni senza tuttavia raggiungere la piazza, per poi tornare indietro poco dopo. Restano schierati in antisommossa altri poliziotti in Largo Respighi.

h 19,32 – Nell’indietreggiare da piazza Verdi gli agenti, bersagliati dagli oggetti lanciati dai manifestanti, gli agenti sono andati a rifugiarsi dietro i blindati parcheggiati in largo Respighi dove ora sono di nuovo schierati.

h 19,27 – I manifestanti sono riusciti a far indietreggiare le forze dell’ordine fino in largo Respighi. In piazza Verdi sta iniziando la prevista assemblea. Si contano due o tre contusi tra i manifestanti.

h 19,19 – Ancora una serata di tensione nel cuore della zona universitaria, dove per le 18 di oggi il Collettivo universitario autonomo (Cua) aveva convocato un’assemblea pubblica dopo l‘intervento poliziesco della scorsa settimana. In piazza si sono ritrovate oggi centinaia di persone, accolte all’imbocco di piazza Verdi dalle forze dell’ordine in tenuta antisommossa schierate su due lati della piazza. Quando i manifestanti hanno provato ad avanzare, la Polizia li ha respinti: ci sono già stati quattro contatti.

Le notizie che corrono sulle reti informano che dopo un fronteggiamento piuttosto teso, la polizia si sta ritirando da Piazza Verdi.
Poco prima erano volate le manganellate. Il Collettivo Universitario Autonomo aveva lanciato un appello a “riprendersi Piazza Verdi” dopo le cariche di giovedi scorso, quando la polizia era intervenuta in tenuta antisommossa per sciogliere una assemblea con le lavoratrici della Sodexo di Pisa che “violava” il regolamento comunale; una stronzata colossale che si traduce in un banale “divieto di amplificazione”. Ossia: senza megafoni,microfoni, casse, ecc. E stiamo parlando di un’assemblea pomeridiana, non di un concerto notturno!
Era stata convocata una assemblea in piazza alle ore 18.00 e oggi centinaia di persone sono confluite in Piazza Verdi schierandosi sia davanti che dietro i cordoni della polizia che si sono trovati a loro volta circondati.
I manifestanti sono avanzati verso i cordoni di polizia. Dopo le prime manganellate la gente ha cominciato a reagire e poliziotti e carabinieri sono arretrati all’angolo di via Respighi. Secondo il Corriere della Sera le cariche sarebbero state cinque. Ci sono dei feriti, colpito da una bottigliata un fotografo di Repubblica.

“Le guardie”, a un certo punto, hanno formato due cordoni, lasciando uno spazio al centro. Gli stdenti si sono giustamente rifiutati di “passare dentro la gogna” preparata dagli agenti in divisa. “Noi in piazza Verdi scortati dalla polizia non ci andiamo, spostatevi”, hanno gridato nei megafoni. Cori spontanei si sono subito alzati: “Assemblea, assemblea” e “via via la polizia”.

Bel presto, però, una grande folla di studenti e cittadini ha a sua volta “circondato i cordoni di polizia.

Ad un certo punto la polizia ha cominciato a distribuire gratuitamente manganellate. Ma ben presto le cosiddette forze dell’ordine, oggi chiaramente e soltanto “forze dell’intimidazione”, sono state costrette  ad arretrare, sotto la pressione degli studenti e quella, alle loro spalle, dei cittadini, che a loro volta inveivano contro gli agenti. Alla fine carabinieri e poliziotti hanno dunque deciso la ritirata: prima fino a largo Respighi, poi rinchiudendosi  dentro i blindati nei pressi del portico del teatro comunale.
L’assemblea in Piazza Verdi nonostante la tensione è cominciata.

Qui di seguito il comunicato che convocava oggi l’assemblea in Piazza Verdi

Lunedì 27 Maggio ore 18: Assemblea pubblica in piazza Verdi!

La crisi avanza giorno dopo giorno, ed un elemento è sempre più evidente: le istituzioni, tutte, non sono in grado di garantire una vita dignitosa e socialmente ricca per tutti e tutte. Dentro i palazzi non c’è nessuna idea, nessuna visione di un futuro possibile. L’unica ricetta che viene proposta, sia a livello globale che locale, è quella dell’austerità: tagli alla sanità; tagli alla scuola, l’università e la cultura; licenziamenti, disoccupazione, precarietà, povertà; riduzione delle libertà. Un piano di sacrifici per tutta la società in cui pochissimi continuano ad accumulare ricchezza e potere, sulle spalle di tutti e tutte. Un futuro cupo.

In questo contesto crediamo che, pur nella sua specificità, ciò che sta succedendo a Bologna e nello specifico in università e in piazza Verdi, possa essere visto come paradigmatico. Su un piano simbolico ma anche maledettamente concreto. In un contesto urbano attraversato dalle mille contraddizioni della crisi, ma al contempo potenzialmente ricco di vita, l’idea che i poteri bolognesi riescono a proporre è una sola: il deserto sociale, la svalutazione e dismissione del sapere, la gentrificazione, le complessità ed anche i sani conflitti del sociale gestiti solo con la polizia e i manganelli.

Ci sembra importante, in estrema sintesi, ricapitolare ciò che è successo giovedì: un’assemblea pubblica su via Zamboni di studenti e precari dell’università assieme alle lavoratrici della Sodexo di Pisa che, licenziate per i tagli alla sanità, stanno portando avanti una lotta di dignità, è stata brutalmente attaccata dalle forze dell’ordine. E’ veramente così intollerabile in questa città che nelle strade si possa discutere dal basso di come resistere e come uscire collettivamente dalla crisi? Sembra di sì.. Di fronte ad un attacco grave e intollerante tanti student* hanno deciso di resistere con tenacia, coraggio e determinazione, e per noi questo è un legittimo diritto.

Nonostante le pesanti cariche della celere che, come testimoniano i filmati, ha lanciato bottiglie di vetro contro gli studenti, mandato uno studente all’ospedale e feriti molti altri, la piazza è riuscita a difendersi ed alla fine a conquistare comunque la possibilità di fare finalmente l’assemblea in strada. Perché di una cosa siamo convinti: i diritti, gli spazi di autonomia sociale e di libertà, oggi più che mai, vanno difesi, anche con le unghie e con i denti. Crediamo che, nella crisi globale e permanente, sia giusto e necessario partire dal basso per immaginare e costruire un presente differente da quello che vogliono le caste e le cricche dall’alto.

Per questo invitiamo a partecipare lunedì alle 18 ad un’assemblea pubblica in piazza Verdi che possa essere un momento di confronto libero e aperto su cosa vuol dire e come può essere vivere oggi l’università e la zona universitaria in modo differente. E su questo vogliamo essere chiari: per noi le piazze della città non possono essere luoghi militarizzati e lasciati allo spaccio e al consumo privato nei locali, così come non sono luoghi dove mettere musica a tutto volume fino alle 5 di notte per far manifestare comportamenti nichilistici. Per noi le piazza non sono fatte per strumentalizzazioni e giochetti elettoralistici, da qualsiasi parte essi provengano, ma terreni che devono essere costruiti e vissuti da chi quotidianamente li vive e li attraversa.

Rifiutiamo la narrazione di uno scontro fra la rappresentazione e l’identificazione dei “residenti” con i comitati della destra e del leghismo cittadino, così come rifiutiamo la rappresentazione del giovane, dello studente, del precario, come portatore di caos. Crediamo sia necessario rompere questa logica, immaginando e costruendo le piazze, gli spazi urbani tutti, le università, come luoghi della tolleranza, dell’ascolto e della contaminazione fra differenze, della solidarietà sociale.

Lunedì 27, ore 18: tutt* in piazza!

Collettivo Universitario Autonomo Bologna

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