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Bologna: ER&CUP2000, spezzatino in tempi di crisi

No non ci riferiamo alla famosa serie ospedaliera televisiva ma a quella che ieri nei palazzi di viale Aldo Moro a Bologna è andata in onda tra vari mugugni e diffidenze ovvero lo spezzettamento del Cup2000 che fino a qualche anno fa era il fiore all occhiello dell’ organizzazione di prenotazione sanitaria a livello europeo.

Saranno circa 120 gli operatori che passeranno da Cup2000 all’Ospedale Universitario del S.Orsola e all’A.U.s.l di Bologna, lasciando di fatto spoglio il ramo aziendale della prenotazione di visite ed esami, ma sopratutto passa la linea di viale Aldo Moro, socio di maggioranza dell’azienda, che più volte ha chiesto al Cup di fare la propria parte in materia di risparmi con la spending review che, nel 2013, impone 260 milioni di euro di tagli alla sanità regionale dell’Emilia Romagna.

Questo è ,almeno sulla carta, quello paventato ieri nella riunione regionale alla quale come al solito non è stata invitata l’ Unione Sindacale di Base, che continua a scontare l’ostracismo riservato a chi conduce vere battaglie sindacali e sociali. In ogni caso una delegazione di esponenti del sindacato di classe si è comunque presentata in Regione pretendendo la convocazione al termine dell’incontro con i confederali.

L’USB ha rilasciato una dichiarazione tramite la sua portavoce ,Valentina Delussu ; “Da parte nostra  auspichiamo che le promesse della Regione siano mantenute che il percorso non riservi brutte sorprese. Per la parte della re- internalizzazione siamo molto soddisfatti, sempre che si tratti di VERA re-internalizzazione. Certo saremo stati ancora più soddisfatti se fosse stato scelto questo percorso per tutta l’intera società, in ogni caso USB ha da sempre dichiarato preferibile uno spezzettamento della società con 2 progetti solidi, piuttosto che un progetto debole per una sola azienda.

Auspichiamo che le soluzioni più appropriate per volgere a un processo di re- internalizzazione siano condivise e ragionate in trasparenza e con un confronto con le organizzazioni sindacali senza produrre altri episodi di apartheid sindacale come quello di oggi”.

 

Si riuscirà a capire qualcosa di più nella presentazione dell’atteso piano industriale previsto a fine febbraio.

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