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Roma. I rifugiati espulsi si accampano sotto la Prefettura

È cominciata a metà mattinata la protesta dei richiedenti asilo cacciati, per aver chiesto il rispetto dei loro diritti, dal centro di accoglienza gestito dalla Eriches 29 giugno (ente finito nell’inchiesta Mafia Capitale) a Ponte di Nona. Per giorni sono stati costretti a dormire per strada, questa mattina si sono accampati sotto la Prefettura di Roma in Via IV Novembre.
L’iniziativa segue i recenti avvenimenti che hanno visto 15 richiedenti asilo, provenienti da Sierra Leone, Costa d’Avorio e Mali, condotti al Commissariato Casilino Nuovo dopo aver protestato per l’interruzione dell’erogazione del cibo, dell’acqua calda e del ticket di 2,50 euro conseguente al commissariamento della cooperativa che gestisce il centro d’accoglienza a Ponte di Nona.
Alcuni dei richiedenti asilo sono stati trattenuti al Commissariato e poi rilasciati. Per tutti  sono state revocate le misure di accoglienza. Attualmente i 15 ragazzi non sanno dove andare: non possono essere espulsi, perché hanno lo status di richiedenti asilo, e non hanno mezzi di sostentamento propri.
Davanti alla Prefettura, i richiedenti asilo hanno diffuso un appello.

L’USB, che sostiene le richieste dei richiedenti asilo, chiede che i 15 non vengano lasciati in mezzo ad una strada e che tutti vengano reintegrati nelle misure di accoglienza.

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