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Acea stacca l’acqua a disabile. I profitti di Caltagirone prima della salute dei cittadini?

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Una delle tante segnalazioni di distacco che Super Mario, l’idraulico che si batte per il diritto all’acqua, riceve ogni giorno. Ma questa è ancora più amara, più assurda, più agghiacciante delle altre.
Il distacco arriva senza preavviso per G., frutto di un malinteso con il padrone di casa, per il quale alcune bollette sono rimaste insolute. Il fatto è che G., disposto a saldare, percepisce 400 euro di pensione al mese, ma i “morosi”, per Acea SpA., non meritano nessuna rateizzazione.
Quindi contatore sigillato, e poco importa se G. è disabile e se il suo medico certifica la necessità di acqua corrente per l’igiene, senza la quale, per la patologia di G, vi è rischio di necrosi. “Non ce ne frega un c….”, rispondono i tecnici inviati ad eseguire l’operazione, ma il senso è ribadito dal Numero Verde di Acea: saldare tutto e subito, altrimenti niente riallaccio.
Di fronte ad una violazione così palese dei diritti umani Super Mario è pronto ad intervenire, anche se il primo a farlo dovrebbe essere il Sindaco del comune di Fiumicino, dove è avvenuto il distacco, in qualità di tutore della salute pubblica.
Ma, si sa, che la parola “pubblico”, quando in ballo ci sono gli interessi privati degli azionisti di Acea SpA, diventa quasi impronunciabile… O almeno lo è per il Sindaco di Roma, maggiore azionista di Acea, che rimane muto di fronte alle migliaia di distacchi idrici che l’azienda effettua ogni giorno.

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