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L’Aquila. La giunta Pd all’assalto dei lavoratori delle municipalizzate

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La famosa lettera della troika dell’agosto del 2011 continua ad essere il faro il capisaldo delle politiche di austerità espansiva. In questo senso il PD ne è l’interprete più fedele e ossequioso. Mettono insieme due parole, qualche frase di riferimento probabilmente imparate in pseudo scuole della comunicazione ed il èpiatto è servito.

Nella gestione delle società partecipate dell’Aquila la maggioranza che governa la città con il sindaco Pd intesta non trova di meglio che “Cancellare i contratti nazionali e la contrattazione di secondo livello”. L’obiettivo dichiarato è abbassare il costo del lavoro, risparmiare qualche centesimo ma soprattutto rendere i lavoratori merce a buon mercato: ricattabili, spendibili per qualsiasi lavoro con mobilità orizzontale, con demansionamenti senza freni inibitori. La giustificazione di tale macelleria sociale sarebbe in una presunta opera di risanamento. Ma se è stato creato un buco nella gestione delle varie società esso è da ricercare nella politica familistica,corrotta e clientelare che centrosinistra e centrodestra hanno nel
corso degli ultimi venti anni applicata. Hanno creato il disastro ed ora lo scaricano sui lavoratori. Lavoratori che durante il terremoto e subito dopo sono stati tra i pochi a far funzionare servizi e lavori essenziali per far ripartire una città martoriata. Ed il Pd che fà: mette a capo dell’Asm(ente che gestisce la raccolta dei rifiuti) l’ex direttore della Carispaq. Quale miglior soluzione per devastare una delle più grosse municipalizzate della città? Difatti oggi finanza e banche rappresentano la strada maestra per la governance capitalista.
Come spesso accade in questi ultimi tempi i sindacati confederali e i piccoli sindacatini di bottegano cercano sempre e invano la riduzione del danno. Minacciano uno sciopero, uno stato di agitazione però poi
sono sempre li a cercare la soluzione con il notabilato politico. C’è solo da sperare che di fronte alla polverizzazione dei lavoratori, alla loro subordinazione, ed ai ricatti nei confronti dei “bossetti” che si annidano nei meandri delle società le poche avanguardie possano far valere le giuste ragioni che molti sanno di avere ma che hanno difficoltà a far conoscere e quindi affermarle.

* ROSS@ L’Aquila

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