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L’emergenza rifiuti sta “bucando” il dna degli abitanti della Campania

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Una corrispondenza da Napoli ha già riferito ieri su Contropiano del convegno sui rifiuti tenutosi lunedì all’Hotel Caracciolo organizzato dall’Unione Sindacale di Base. Ma la relazione dello scienziato Antonio Giordano, origine napoletana e statunitense di adozione, direttore dello Sbarro Institute di Philadelphia, presidente della Human Health Foundation e professore di Anatomia patologica presso il dipartimento di Patologia umana ed oncologia dell’Università degli Studi di Siena, ha segnalato un allarme estremamente serio e di natura assai più inquietante sulla condizione sanitaria dei cittadini napoletani e di tutta la regione: «In Campania ogni anno aumentano i tumori e non sono stati in grado nemmeno di istituire il registro regionale» afferma il prof. Giordano in una intervista al Corriere del Mezzogiorno. Nel suo intervento sull’incremento delle malattie tumorali nella regione, il prof. Giordano ha parlato di debolezza genetica. Perché? «Il mio ragionamento è molto semplice. I nostri studi hanno constatato un costante aumento dei tumori nella nostra regione: 40mila casi in più all’anno. La causa può avere una doppia origine: la vicinanza dei cittadini ai siti dove si trovano rifiuti e sostanze tossiche o un progressivo indebolimento genetico negli ultimi quarant’anni. Potremmo dire una sorta di Dna colabrodo».

E’ una diagnosi che va al di là del pur inquietante allarme sull’aumento dei casi di tumore nelle zone a ridosso delle discariche. «Credo che il gene sia perennemente esposto alla tossicità dell’immondizia e delle discariche. Come a Pianura, ad esempio, dove è stata anche accertata la presenza di sostanze altamente inquinanti provenienti dal Nord. Credo si stia perdendo parecchio tempo». Cosa si può fare nell’immediato? «Bonifica e prevenzione. In Texas, da quando hanno iniziato le opere di risanamento del territorio, le malformazioni sono diminuite del 40 per cento. Se pensiamo che per ridurre la malattie tumorali occorre molto più tempo, è chiaro che bisogna iniziare subito. E poi servono strutture per le attività di prevenzione. Purtroppo, si sta scontando un fortissimo ritardo per quanto riguarda il Registro dei tumori che è fermo da quasi un anno. E se queste sono le basi, dove vogliamo andare?».

Dopo tanti anni negli Stati Uniti, il prof. Giordano ha deciso di riportare la ricerca nel suo Paese. Quali problemi ha riscontrato? «Innanzitutto amo Napoli e proverò a portare avanti i miei studi anche qui. Purtroppo c’è un’invadenza della politica nel campo della medicina. Ad andare avanti, spesso, non sono le competenze e la bravura ma il rapporto clientelare. Mi sono convinto che non si tratta di questa o quella parte politica, perché in Campania ho riscontrato una certa continuità con il passato. Quando ho pubblicato lo studio sull’aumento dei tumori sono state sollevate polemiche che mi hanno sorpreso. Ho capito che nelle istituzioni sanitarie sta venendo a mancare la competenza, il dialogo e il rigore scientifico». Alla luce dell’allarme che ha lanciato: cosa chiede al nuovo sindaco di Napoli? «Dico che il cambiamento non è solo uno slogan: scelga le eccellenze e gli uomini giusti, al di fuori degli interessi forti e di parte».

Al convegno di Napoli hanno portato un contributo scientifico anche ricercatori, medici e scienziati come Giuseppe Comella, dell’Istituto Nazionale Tumori, Antonio Marfella dell’Ospedale Pascale di Napoli,Franco Ortolani del Dipartimento di Pianificazione e Scienza del Territorio dell’Università di Napoli e Massimo Morigi dell’Associazione Medici per l’Ambiente, attivisti e rappresentanti di movimenti e comitati di lotta (Chiaiano, Napoli/Est, Terzigno, Sant’Arcangelo Trimonti, Pianura) e sindacalisti dell’Usb.

L’emergenza rifiuti in Campania si ripropone con tutta la sua complessità e drammaticità, ma l’avvicinarsi del caldo estivo con le strade ancora piene di immondizia rischia di alzare paurosamente la soglia del pericolo. Non stiamo parlando solo del cattivo odore o del brutto spettacolo, stiamo parlando della vita e della sopravvivenza di centinaia di migliaia di persone dell’area metropolitana di Napoli e Caserta.

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