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Il Tar “libera” le trivelle in Salento

Con una sentenza a dir poco sorprendente – se non altro per competenza territoriale – il Tibunale amministrativo regionale del Lazio ha sbloccato l’attività delle trivelle nel mare di San Foca, in provincia di Lecce, il famigerato “Tap” contestato dalla popolazione locale. Il ministero dello Sviluppo, che non attendeva altro, ha di conseguenza l’acceleratio l’iter dell’autorizzazione. L amotivazione è sempre la solita: “opera strategica”. Manca solo la recinzione della “zona rossa”…

L’opera precede per il momento la fase dei “carotaggi esplorativi”, ma il disegno è quello di costruire il terminale d’arrivo per le forniture di gas provenienti destinata dall’Azerbajian attraverso Grecia, Albania e Mar Adriatico. Il quantitativo indicato è al momento di 10 miliardi di metri cubi di gas l’anno, con un investimento di 40 miliardi.Ma la dimensione potrebbe anche raddoppiare.

I lavori erano stati bloccati mesi fa da un’ordinanza del Comune di Melendugno, in provincia di Lecce, nel cui territorio ricade la spiaggia di San Foca, destinazione estiva di un forte flusso turistico nazionale e locale. L’ordinanza era apparsa subito abbastanza debole nell’argomentazione (faceva riferimento a difetti di autorizzazione, senza mettere in discussione l’impatto ambientale), ed era stata quindi impugnata dalla società costruttrice davanti al Tar del Lazio.

Ieri la sentenza: «I carotaggi sono quelli per i quali non è risultato necessario il nulla osta paesaggistico come si evince dal provvedimento prefettizio». Minimizzati anche i rischi per il  terreno, che «non comportano un’alterazione permanente del territorio e hanno portata ridotta».

Possibile ma non certo, per il momento, il ricorso del comune al Consiglio di Stato. C’è infatti pendente un’altra udienza “di merito” (e  non solo amministrativa).

Ma naturalmente i lavori nel frattempo riprenderanno di corsa. Anche perché il ministero dello sviluppo ha rimesso tutta la vicenda nelle mani della presidenza del consiglio, ossia di Renzi, che non vuole nemmeno sentir parlare di comunità locali che si oppongono a qualsiasi decisione centrale.

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