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Comunisti!!!!!!!!!

E’ necessaria una circolare del Ministro dell’Istruzione Gelmini contro i “docenti-agitatori politici” della scuola che adottano testi di storia troppo “di sinistra” e non rispettano l’obiettività storica nel processo formativo delle giovani generazioni. E’ quanto, in una interpellanza al ministro Gelmini, il deputato bolognese del Pdl Fabio Garagnani, che punta il dito contro alcuni licei di Bologna: Galvani, Minghetti e Sabin , «dove, a parte la preferenza data ad una concezione storiografica di sinistra, sono del tutto trascurati, soprattutto per quanto riguarda la regione Emilia-Romagna, gli anni che vanno dal 1945 al 1948, nei quali la violenza di sinistra insanguinò tutta la realtà regionale, mentre si enfatizza il ruolo della resistenza e dell’allora Pci, tacendone i misfatti, con una dimenticanza, che all’interrogante appare voluta, del ruolo dei cattolici e della componente liberale». Ma quella che Garagnani definisce «un’anomalia», non riguarda solo i licei bolognesi, ma tutta la scuola italiana che si caratterizza per un insegnamento «spesso fazioso della storia contemporanea negli istituti di ogni ordine e grado»

Lo Stato, insiste Garagnani, «non può certo imporre una sua visione storiografica nelle scuole, ma deve comunque farsi garante dell’insegnamento della storia contemporanea, chiarendo, a tutti gli effetti, che il docente durante l’orario scolastico non è un agitatore politico, ma un educatore chiamato a far crescere la formazione critica e nello stesso tempo aperta ai giovani, evitando di trasformarsi in un trasmettitore di idee politiche faziose».

L’iniziativa di Garagnani è l’ultimo atto della crociata che, non da oggi, il centrodestra e i neofascisti hanno condotto contro quella che il Pdl considera una eccessiva faziosità di molti testi scolastici di storia, che pendono troppo a sinistra. Ne sono prova le due proposte di legge presentate alla Camera da Gabriella Carlucci e al Senato da Franco Asciutti, per una commissione parlamentare d’inchiesta sull’imparzialità dei testi scolastici. «In Italia negli ultimi 50 anni –sostiene la Carlucci- lo studio della storia è stato spesso sostituito da un puro e semplice tentativo di indottrinamento ideologico, retaggio dell’idea gramsciana della conquista delle “casematte del potere” (però, ha studiato la ragazza!, Ndr) che si è propagato attraverso l’insegnamento della storia e della filosofia nelle scuole». Con la caduta del Muro di Berlino e con la fine dell’ideologia comunista «in Italia – sottolinea ancora la Carlucci- i tentativi subdoli di indottrinamento restano tali, anzi si rafforzano e si scagliano non solo contro gli attori della storia che hanno combattuto l’avanzata del comunismo ma anche contro la parte politica che oggi è antagonista alla sinistra: basta sfogliare la maggior parte dei libri di testo che oggi troviamo nelle scuole, sui banchi dei nostri figli, per capire la gravità del problema».

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