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E’ morto il compagno Gaspare De Caro

Questa mattina, all’età di 85 anni (era nato nel 1930) è venuto a mancare Gaspare De Caro.

Personaggio poco noto ai più ma molto conosciuto da quanti impegnati nel campo della politica hanno potuto conoscere il suo pensiero e impegno critico nel campo della sinistra e soprattutto per i suo lavori di storia contemporanea.

Gaspare De Caro era molto conosciuto soprattutto per la sua non enorme mole di scritti e di collaborazioni, oltre alla sua grande generosità e umanità che riversava sopratutto nei suoi studi e nelle su analisti e ricostruzioni storiche; attivissimo nel PCI prima del ’56, ne era poi uscito per trasferirsi per un periodo di tempo in Spagna.

Fu tra i collaboratori e fondatori di: Quaderni Rossi e Classe Operaia.

Da diverso tempo aveva lasciato la sua città, Roma, per trasferirsi in campagna, sugli Appennini emiliani.

La sua bibliografia non è vasta, quanto rigorosamente scientifica e lucida, avendo ricoperto ruoli di: storico; scrittore e saggista.

Tra le sue pubblicazioni si ricordano vari saggi: storia contemporanea (Introduzione a Piero Gobetti, La rivoluzione liberale, Einaudi 1964; Salvemini, UTET, 1970); storia rinascimentale (Istituzione del principe cristiano, Zanichelli, 1969; Euridice. Momenti dell’Umanesimo civile fiorentino, ‘Ut Orpheus,’ 2006); storia del pensiero economico (curando i volumi di Léon Walras, Introduzione alla Questione sociale e L’economia monetaria, Istituto della Enciclopedia Italiana, 1980 e 1985). Negli anni ’60 ha collaborato ai periodici Quaderni Rossi e Classe Operaia e dal 2000 al 2005 a Hortus Musicus, trimestrale indipendente di cultura e politica. Per Quodlibet, 2006 e 2008, ha pubblicato i volumi di racconti L’ascensore al Pincio e Residuati bellici; per Colibrì, 2011, Argentina. Viaggio al Fin del Mundo (forse). Con Roberto De Caro ha scritto La Sinistra in guerra e Storia senza memoria, Colibrì, 2007, 2011.

Alquanto schivo, non amava mostrarsi troppo in pubblico, parlavano di lui soprattutto i suoi scritti riguardo il pensiero storico critico. I suoi scritti e le sue analisi più recenti molto “corrosive” rivolte alla “sinistra”, attengono al suo rigore scientifico e personalissimo. “Sinistra” da Gaspare considerata arrendevole e schierata ormai nel campo avverso avendo da tempo abbandonato la scelta di classe. Scelta e lettura di classe alla quale Gaspare ha dato un suo importante contributo negli dagli ’50 sino a ieri, (l’ultimo impegno, purtroppo incompiuto, avrebbe riguardato una interpretazione rigorosa sul rapporto tra Marx e lo Stato).

E’ venuto a mancare probabilmente proprio quando la sua esperienza e la sua storia sarebbero state molto utili a quanti oggi si stanno ponendo su un terreno ed una analisi di classe, cercando di riprendere le fila di un discorso e di una esperienza collettiva di organizzazione e analisi politica.

Rimane di Gaspare una grande lezione di rigore storico-scientifico ancora consultabile e consigliata, a chi lo ha conosciuto si aggiunge anche il ricordo della sua profonda umanità.

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