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Bernardo Milite e la pittura disperata

Sabato 2 aprile alle ore 17,00, da Vertecchi, in via Pietro da Cortona n. 18, il pittore di strada Bernardo Milite (Miles) ha inaugurato la sua mostra “Pittura disperata”, con la partecipazione degli attori Alberto Patelli, Antonio Gavino Sanna e Paolo Antonio Simioni.

Si tratta di opere realizzate tra il 2014 e il 2016, tutte aventi come tema la cruda rappresentazione della società contemporanea, ben sintetizzata nel quadro scelto quale locandina, una piramide umana in cui campeggia, in alto, la scritta 10 DIC 1948, data che ricorda la dichiarazione dei diritti umani, evidentemente già dimenticata, come sottolinea la gerarchia umana rappresentata.

Nelle altre opere, trovano spazio la questione operaia, la schiavitù cui l’uomo è di nuovo condannato, la libertà di pensiero negata, tematiche in alcuni quadri ulteriormente enfatizzate da citazioni prese da canzoni (La guerra di Piero, La locomotiva, Canzone del maggio) o da film (Il marchese del Grillo) o ancora da aforismi latini. C’è anche un omaggio alla Grecia, attraverso il riferimento al Prometeo incatenato di Eschilo, dove l’originaria frase Eros e Thanatos viene trasformata e attualizzata in Euro o Thanatos.

Sembrerebbe, quindi, non esserci più speranza, visto che anche la falce e il martello, seppur rimarcati nello stesso quadro per bene cinque volte, sono ormai solo un sogno nostalgico e che la bandiera rossa viene, poi, stracciata dal pittore stesso.
Tuttavia, proprio il quadro esposto verso l’uscita sembra prospettare l’unica via possibile: andare controcorrente. Tra la folla diretta verso un’unica direzione, una persona va nel senso opposto. Una scelta sicuramente difficile perché individuale ma, d’altronde, una comunità non è formata da un insieme di persone unite tra loro da rapporti sociali, linguistici e morali e che agiscono per il bene della comunità stessa? E allora, sembra dirci Bernardo, iniziamo a camminare controcorrente, a pensare con la nostra testa, così da formare una nuova comunità e così da poter tornare a condividere identità, cultura, etica.

Queste di Bernardo Milite sono immagine scarne, in cui protagonista assoluto è l’uomo ormai privo di caratterizzazione e in cui dominano i colori scuri, il grigio e il nero. Immagini di chiaro impatto visivo ed emotivo, a cui sabato pomeriggio è stata restituita la voce attraverso le parole degli attori e la musica attraverso la melodia della chitarra.

Degno di nota, infine, è lo spazio espositivo: Vertecchi. Come sottolinea il pittore stesso, un novello mecenate, considerato che mette a disposizione gratuitamente tutto l’anno questo spazio all’arte.

L’autore dice di sé:

“Dal 1976 espongo in Piazza Navona. Dal 1984 faccio parte dell’Associazione 100 Pittori di via Margutta…Nel corso di questi anni ho attraversato vari stili; cerco nuove possibilità pittoriche con particolare attenzione al racconto sociale”.

da http://www.culturiamo.com/

 La mostra continua fino a sabato 16 aprile.

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1 Commento


  • Redazione Contropiano

    Bernardo Milite è un grande, mi onoro due suoi quadri a casa. Uno del suo vecchio stile (tramonto su Roma, anni ’80) e uno del nuovo (quello più sociale). Un grazie a Bernardo e alla sua arte

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