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A Milano una mostra per riscoprire Francesco Leonetti

Al momento della scomparsa di Francesco Leonetti, nel dicembre 2017, Contropiano ne ricordò l’importanza come letterato  ma anche come militante comunista, con due articoli: http://contropiano.org/news/cultura-news/2017/12/18/corvo-maoista-francesco-leonetti-098858 e http://contropiano.org/news/cultura-news/2017/12/22/leonetti-lutopia-delleversione-permanente-098979.

Il secondo di quei contributi  era firmato da Marco Rustioni che rilevava come negli ultimi anni l’opera di Leonetti fosse entrata in un cono d’ombra e reclamava attenzione sulla sua opera.   Lo stesso Rustioni è oggi curatore di una mostra presso la Fondazione Mudima di Milano che propone di riscoprire i diversi aspetti dell’opera letteraria, ma anche cinematografica e performativa  di Francesco Leonetti ricordandolo anche come militante, promotore e animatore di diverse riviste della sinistra extraparlamentare italiana[1].

Quando si realizza una mostra su uno scrittore –scrive Rustioni nel programma della mostra- si scelgono in genere  due strade: esporre i suoi libri, dei documenti e delle lettere, fatto che resta piuttosto freddo oppure concentrarsi sul versante biografico presentando fotografie, informazioni, oggetti appartenutigli. La mostra di Mudima, invece, segue un’impostazione più viva e animata. Anzitutto, i libri non sono chiusi e inaccessibili, ma alcune pagine sono affisse ai muri delle sale, facilmente leggibili, mentre la voce di Leonetti stesso, diffusa nello spazio espositivo, accompagna il visitatore con la recitazione di alcune poesie. A fianco delle pagine di libro, le prove di copertina dei libri di Leonetti realizzate da Albe Steiner e da Arnaldo Pomodoro. Infine, sono documentate le relazioni e le collaborazioni di Leonetti con alcuni dei più importanti intellettuali del novecento come Pasolini, Vittorini, Arnaldo Pomodoro, Paolo Volponi con cui scrisse nel 1994 il libro-dialogo Il leone e la volpe, testimonianza politica ancora oggi molto interessante.

L’attività politica di Leonetti è rappresentata dalle copertine della rivista Che fare  affisse  in serie come dei tazebao, affiancate da una frase o  da una  citazione dei saggi di Leonetti  estratta da ciascun numero. Sulla parete opposta, invece, le carte dell’Atlante secondo Lenin, realizzato  insieme a Enzo Mari, per le edizioni dell’Erba Voglio (sei mappe allegoriche incentrate su la storia, le classi sociali, la politica, i rapporti di produzione, l’imperialismo, l’intervento culturale). Immagini che introducono allo spazio  di proiezione del  film documentario Processo politico, girato da Leonetti  nel 1970, quando il commissario Calabresi intentò un procedimento contro Pio Baldelli, direttore di Lotta Continua, giornale che lo aveva accusato di essere responsabile della morte dell’anarchico Pinelli.

Per quanto riguarda la documentazione dell’attività performativa di Leonetti è possibile vedere un montaggio dei film in cui egli ha recitato sotto la direzione di Pasolini (Il Vangelo secondo Matteo, Edipo Re, Uccellacci e uccellini….) e di Liliana Cavani (I cannibali).  La documentazione fotografica abbraccia anche i lavori teatrali a cui Leonetti ha collaborato. Esperienze teatrali, condotte soprattutto con Fausta Squatriti,  che rappresentano una sperimentazione interessante di contaminazione dei linguaggi,  come la rielaborazione  poetica di alcuni dei  testi recitati, poi confluiti nelle Scritte sconfinate o la rappresentazione teatrale delle Operette morali di Leopardi, cui Leonetti ha partecipato collaborando alla messinscena curata da Arnaldo Pomodoro.

Una mostra interessante e piacevolmente fruibile che consente di ricomporre la multiformità del lavoro di Leonetti e che si tiene nella città in cui operò, fu insegnante presso l’Accademia di Brera e fu insignito di un “Ambrogino d’oro” da parte dell’amministrazione comunale.

[1] La Fondazione Mudima si trova a Milano, in Via Tadino 26, la mostra si può visitare sino al 31 gennaio dalle 11 alle 13 e dalle 15 alle 19 dal lunedi al venerdi.

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