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Sciopero storico: Spagna ferma, lavoratori in piazza. La diretta

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22.50 – Violente cariche della Polizia ad Oviedo contro i manifestanti del Blocco Anticapitalista, composto dal movimento 15 M e dai sindacati di classe e indipendenti che  si apprestavano a unirsi al corteo ufficiale. Segnalati alcuni arresti.

22.40 – Il sito Agencia29 informa che i Mossos d’Esquadra stanno continuando ad arrestare attivisti e manifestanti in diverse zone del centro di Barcellona: un giovane è stato arrestato mezzora fa in Placa de Urquinaona, altri due sono stati detenuti nella Rambla del Raval da un gruppo di una ventina di agenti in borghese.  Sei manifestanti sono stati invece arrestati in Placa de la Font de Tarragona, dopo una carica alla fine della manifestazione. Intanto una quindicina di persone sono ancora al pronto soccorso dell’Ospedale del Mar per essere curati dagli effetti dei gas e dalle fratture e contusioni provocate dai colpi inferti loro con i manganelli dai celerini.

22.10 – 
Agencia29 informa che gli avvocati degli arrestati di oggi stanno entrando all’interno del commissariato del quartiere Les Corts. Alcuni manifestanti arrestati dovrebbero uscire già stasera, altri domani mattina. Fuori dal commissariato ci sono un centinaio di manifestanti e vari fotografi e giornalisti. Intanto nel centro di Barcellona continuano i problemi con la polizia autonoma che ha cercato di sfollare i manifestanti da alcune strade ed ha sparato in aria per disperdere un cordone di attivisti che tentava di raggiungere Placa de Catalunya. Nonostante l’atto intimidatorio circa 700 manifestanti si sono seduti a terra proprio a pochi metri dai Mossos. La brigata mobile agli ordini della Generalitat sta continundo a caricare e a sparare proiettili di gomma nel centro della città, in Via Layetana, in Ronda San Antoni, nel Raval e di nuovo nel Passeig de Gracia.

21.15 – Circa 70 manifestazioni si sono svolte nel tardo pomeriggio e nella prima serata in altrettante località del Paese Basco, convocate dalla maggioranza sindacale basca (quindi con l’estraneità di Ugt e Ccoo), senza incidenti particolari. Slogan e parole d’ordine molto dure nei confronti del governo nazionale e di quello locale, combattività e determinazione a proseguire la lotta. L’unico episodio da segnalare nella località di Barakaldo, vicino a Bilbao, dove al termine del corteo due furgoni della Polizia Autonoma si sono avvicinate minacciosamente ai manifestanti nel tentativo di intimidirli.

20.40 –E’ ancora ricoverato in ospedale in gravi condizioni e sotto osservazione Xuban Nafarrete, il diciannovenne ferito a Gasteiz dalla Polizia prima con manganellate e poi con un proiettile di gomma sparatogli alla testa da distanza ravvicinata. I medici parlano di versamente cerebrale e trauma cranico. Prima di essere smentito dai testimoni il ministero degli interni della Comunità Autonoma Basca aveva affermato che il giovane si era ferito cadendo a terra per sfuggire a una carica contro un picchetto.

20.20 – Terminato con i comizi finali il grande corteo convocato da Ugt e Ccoo, una manifestazione convocata dalle forze sindacali e politiche alternative e della sinistra di classe sta sfilando nel centro di Madrid, circa 15 mila i partecipanti che gridano slogan come “C’era bisogno di uno sciopero generale” e naturalmente contro la riforma del lavoro del governo Rajoy. 

20.10 – Gli scontri e le cariche si stanno estendendo dalla zona dell’Università di Barcellona verso i quartieri di Sants e Gracia, la Polizia continua a far uso di gas lacrimogeni, molti i manifestanti intossicati che hanno dovuto fare ricorso alle cure mediche. Sono finora 38 le persone arrestate dalla Polizia Autonoma in tutta la Catalogna, mentre non è ufficiale il numero dei detenuti dalla Guardia Urbana, la polizia municipale di Barcellona. Si segnala una manifestazione di 5000 persone a Girone, convocate dalle foze politiche, sociali e sindacali anticapitaliste.

19.50 – Scontri durissimi tra manifestanti e poliziotti in assetto antisommossa nella zona della Rambla e di Passeig de Gracia, altri arresti. Il reparto mobile dei Mossos ha di nuovo usato i proiettili di gomma nel tentativo di disperdere i giovani che avevano preso di mira banche e grandi catene commerciali. Nel frattempo si è conclusa la manifestazione convocata nel capoluogo catalano da CCOO e UGT, che ha visto la partecipazione di centinaia di migliaia di persone.

19.40 – Mentre la grande manifestazione convocata dai sindacati indipendenti continua a sfilare tra mille difficoltà sulla Gran Via di Barcellona, l’Agencia29 informa che un manifestante è a terrà ferito alla testa da una pallottola di gomma sparata dai ‘Mossos’ in Ronda de Sant Pere, nei pressi di Placa de Catalunya. Ci sarebbero un totale di 22 persone ferite. Intanto il centro di Barcellona brucia: il Banco Sabadell e lo Starbucks di plaça Urquinaona sono in fiamme.

19.30 – 15.000 persone hanno partecipato alla manifestazione dei sindacati indipendenti nella città asturiana di Oviedo. Due manifestanti sono stati arrestati durante i picchetti di questa mattina. Durante la mattina numerosi blocchi stradali in città così come in altre località delle Asturie. 

19.20 – Nella città Andalusa di Albacete cariche della Polizia contro i lavoratori che sfilavano nel corteo promosso dalla Cnt nel momento in cui tentava di avvicinarsi alla sede del Consiglio Comunale in corso nonostante la giornata di sciopero. Alcuni feriti.

19.10 – La sede della Delagazione del Governo spagnolo a Valencia sommersa di fischi e di slogan ‘dimissioni, dimissioni’ all’indirizzo del Prefetto Paula Sanchez. Decine di migliaia di manifestanti non hanno evidentemente dimenticato le brutali cariche, la caccia all’uomo e le decine di arresti di febbraio contro gli studenti che protestavano contro i tagli del governo nazionale e locale all’istruzione pubblica. 

18.50 – Lo sciopero generale ha paralizzato pure Andorra, il principato formalmente indipendente ma di fatto parte integrante del contesto politico catalano e dello stato spagnolo per quanto riguarda alcune competenze di natura politica, economica e militare. Stamattina i picchetti si sono visti pure nella prestigiosa località di villeggiatura sui Pirenei.

18.40 – La manifestazione di Madrid convocada dai sindacati concertativi è partita poco fa. Gli scioperanti gridano “Rajoy taglia anche i mesi che non arriviamo a fine mese” oppure “Violenza totale, rubate casa e pene. Ribellione contro la schiavitù”.

18.30 – Cariche selvagge degli agenti della Polizia Autonoma Catalana sono in corso in diverse zone del centro di Barcellona. Testimoni denunciano che i ‘Mossos’ hanno circondato un gruppo di manifestanti inermi di tutte le età e che li stanno manganellando senza pietà. Nel frattempo il corteo dei sindacati di classe e indipendenti ha completamente riempito Placa de Catalunya. 

18.15 – Durante dei tafferugli la Polizia ha arrestato due manifestanti durante un picchetto informativio nella città di Palma a Tenerife, nelle Canarie. 

18.10 – Il 98% degli spettacoli previsti nei cinema della Capitale e 40 teatri di Madrid sono rimasti chiusi oggi. Lo afferma il Coordinamento dei Lavoratori dello Spettacolo. 

18.05 –  I manifestanti hanno invaso i binari della metropolitana di Barcellona obbligando l’azienda a paralizzare la circolazione, già molto sporadica, di treni tra le stazioni di Fabra i Puig e Baró de Viver.

18.00 – Il grande magazzino El Corte Inglés è tornato a chiudere le porte del suo punto vendita a Iruna-Pamplona dopo un picchetto degli scioperanti all’ingresso, mentre nel centro del capoluogo navarro la Polizia sta caricando i manifestanti. 

17.45 – Il corteo del movimento 15 M – o degli ‘indignados’ – continua a sfilare, ed ha raggiunto il Ministero dell’Istruzione, in Calle Alcalá a Madrid, al grido di “la lotta di oggi, i diritti di domani”. Slogan contro la presidente della Comunità di Madrid Esperanza Aguirre, apostrofata come “Esperanza manidiforbice”. Man mano che il corteo prosegue nel serpentone si integrano le delegazioni del ’15 M’ provenienti dai vari quartieri della capitale.

17.35 – Il sindacato CCOO ha affermato che sarebbero 15 i suoi militanti, attivisti o simpatizzanti arrestati dalla Polizia oggi durante i picchetti organizzati dal sindacato in varie città.

17.30 – E’ partita poco fa dalla Avenida Diagonal di Barcellona il corteo promosso dalla Cgt e da altre organizzazioni sindacali e sociali indipendenti. Sono parecchie migliaia i lavoratori e i giovani che stanno sfilando in corteo. 

17.10 Un gruppo di militanti del sindacato di sinistra Cgt ha bruciato dei cartoni davanti alla sede della Borsa a Barcellona in Paseo de Gracia. Poco dopo una decina di furgoni della Polizia Autonoma si sono schierati “a difesa” dell’edificio. Due manifestazioni sono previste per oggi pomeriggio nella capitale catalana: una organizzata dai sindacati indipendenti e di classe, l’altra dai due sindacati ‘Camussiani’ Ccoo e Ugt. Intanto l’organizzazione politica della sinistra indipendentista catalana CUP ha reso noto che sono stati finora 3 i suoi militanti arrestati oggi durante le cariche dei ‘Mossos d’Esquadra’ contro i picchetti e i presidi nel centro della città.

17.00 – I due principali sindacati spagnoli Ugt e Ccoo hanno formalmente chiesto al governo del premier Mariano Rajoy di avviare un negoziato per modificare il provvedimento entro il primo maggio per evitare un ulteriore aggravamento della tensione sociale. I segretari dei due sindacati, Candido Mendez e Ignacio Toxo, hanno affermato che lo sciopero generale ha ottenuto una «ampia partecipazione», ed è stato seguito oggi dal 77% dei lavoratori spagnoli (sorvolando sul fatto che una buona parte di essi ha aderito agli scioperi proclamati dai sindacati di classe spagnoli o da quelli nazionalisti baschi, catalani o galiziani in polemica con la piattaforma moderata di Ugt e Ccoo). Il ministro del Lavoro Fatima Banez ha naturalmente respinto la richiesta affermando che «la svolta riformista è inarrestabile» e che la legge «non sarà cambiata» perchè ha già l’appoggio di 197 deputati su 350 nel Congresso dei deputati. È nel parlamento, ha aggiunto, che «risiede la sovranità nazionale». 

16.55 – In Galizia i sindacati CCOO e UGT valutano in un 90% l’adesione media allo sciopero generale, dato confermato anche dal sindacato indipendente CIG che parla di “paralisi totale”. Nell’arcipelago delle Canarie invece l’adesione avrebbe toccato il 75%, superiore rispetto allo sciopero generale del 2010 convocato dai sindacati concertativi.

16.40 – I manifestanti arrestati in tutta la Catalogna fino alle 16,30 di oggi, secondo la Generalitat di Barcellona (governo autonomo catalano), sono addirittura 30. 

16.10 – “Ci sono sindacati che manifestano tranquillamente e pacificamente, come UGT e CCOO, che nn creano nessun problema, però non possiamo dire lo stesso per l’azione del sindacato LAB”. Lo ha detto alla stampa il delegato del governo spagnolo in Navarra, Carmen Alba, commentando gli scontri di questa mattina nel centro di Iruna-Pamplona che si sono conclusi con 13 arresti e alcuni feriti. Scritte sono state tracciate con la vernice rossa su numerose banche non solo nel capoluogo navarro ma anche a Leitza e Bera. Blocchi stradali con tanto di barricate sono stati realizzati in piccoli centri come Zizur Nagusia, Altsasua, Bakaiku e Castejon . Contenitori per l’immondizia e pneumatici sono stati incendiati in alcune vie di Iruna, interrompendo la circolazione stradale, 

16.00 – Il governo sta tentando di manipolare i dati sul calo di consumo dell’elettricità per dimostrare che l’adesione di imprese e uffici allo sciopero è bassa. E in alcune città, riferiscono dirigenti sindacali e attivisti, i lampioni sono stati accesi già dopo pranzo: ad esempio a Valladolid, Cadice, Valencia, Alcorcon ed altre. 

15.45 – Durante un picchetto davanti al Corte Inglès di Gasteiz, nei Paesi Baschi, la Polizia autonoma ha caricato. Un ragazzo, Xuban Navarrete, è stato colpito violentemente alla testa dai manganelli. Non contenti di averlo buttato a terra, gli agenti dell’Ertzaintza gli hanno sparato contro una pallottola di gomma a distanza ravvicinata e poi gli hanno infilato in bocca dei volantini di propaganda dello sciopero generale che stava distribuendo (lo racconta il giornalista di Gaza Inaki Iriondo su Twitter). Ora il giovane è ricoverato con un trauma cranico nel reparto rianimazione dell’ospedale della città, è in condizioni definite gravi.

15.30 – Secondo i sindacati circa 100 mila persone hanno sfilato in corteo a Siviglia, capoluogo dell’Andalusia. Grande partecipazione anche a Malaga. Nuove cariche dei Mossos D’Esquadra contro i manifestanti concentrati in Placa de Catalunya.

15.20 – Due navi da crociera con a bordo circa 4.000 passeggeri sono stati dirottati su altri porti del Mediterraneo nell’impossibilità di attraccare in quelli di Málaga e Cádiz (Andalusia) bloccati dallo sciopero generale.

15.15 – Paralizzate le grandi fabbriche del settore alimentare in molte città: 100% di adesione alla Puleva di Granada e alla Heineken, Damm, Gullón, Kraft di Palencia. Dati dell’UGT.

grebaorokossagasteiz15.10 – Ai cortei realizzati dai sindacati nei quattro capoluoghi baschi hanno partecipato i dirigenti della sinistra indipendentista Joseba Alvarez, Joseba Permach, Rufi Etxeberria e Juan José Petrikorena, nonostante in teoria non possano svolgere nessun tipo di attività politica dato che sono a piede libero su cauzione in attesa di processo. 25 mila lavoratori in corteo anche a Bilbao, dove il segretario generale di Ela, Adolfo Muñoz, ha chiesto al governo e alla classe politica di ascoltare le piazze; 25 mila anche a Donostia.

15.00 – Un redattore di Kaosenlared informa: “Qui a Zaragoza molti picchetti e presidi. Siamo andati al Corte Inglès e dopo aver bloccato gli ingressi sono arrivati i poliziotti antisommossa e hanno caricato (…)”. Centinaia di persone stanno assediando un commissariato della Policia Nacional – dove sono arrivate in corteo – al grido di ‘libertà per gli arrestati’, in riferimento agli scioperanti detenuti questa mattina durante i picchetti nel capoluogo dell’Aragona.

14.50– La brigata mobile della polizia autonoma catalana, i ‘mossos d’esquadra’, ha caricato contro i manifestanti nel centro di Barcellona, nel Paseo de Gràcia e in Carrer d’Aragó. Poco fa altre cariche nel quartiere di Gracia e nella Avenida Diagonal contro i picchetti. Cariche e arresti sono segnalati anche nel quartiere popolare periferico di San Andreu. Sull’adesione allo sciopero arriva la notizia che da questa notte tutte le principali fabbriche di automobili del capoluogo catalano sono paralizzate: in particolare la Seat di Martorell e lo stabilimento della Nissan: 100 % di adesione.

14.40 – 15 mila persone in corteo a Cordoba, in Andalusia.

14.30 – Lucio Ortiz, proprietario dell’hotel ristorante Montedobra di Torrelavega (Cantabria), ha pugnalato all’alba una sindacalista che partecipava ad un picchetto informativo per lo sciopero generale. La scioperante ha ricevuto 12 punti di sutura a una mano e 3 al naso. 

14.20 – I responsabili del sindacato basco LAB informano che in Navarra l’esito dello sciopero generale è totale: tutte le attività economiche sono paralizzate e nelle strade quasi deserte circolano solo i numerosi e nutriti picchetti. 

14.00 – Kaosenlared informa che a Siviglia un ragazzo è stato arrestato durante un picchetto. Nel centro della città andalusa i picchetti costringono alcuni negozi a chiudere, ma alcuni poi riaprono per breve tempo. Grande picchetto di fronte al grande magazzino El Cortes Ingles, altri alla stazione degli Autobus. Poco fa tre cortei provenienti da tre diverse zone della città si sono uniti nella centrale Plaza de Espana.

13.50 –Il sindacato alternativo CGT della Castilla y León informa che insieme alla CNT ha formato un picchetto di circa 300 lavoratori e giovani nel centro di Salamanca.

corteinglesoviedo29m13.46 – A Murcia, città del sud dello Stato, questa mattina circa 7.000 persone sono scese in piazza per protestare contro il governo. Nonostante l’alto numero di partecipanti la Polizia in assetto antisommossa ha impedito loro di realizzare un corteo, e quindi si sono dovuti limitare a manifestare sui marciapiedi. In alcuni quartieri però varie banche sono state ‘sanzionate’ e per ritardare l’intervento della Polizia alcune strade sono state interrotte da improvvisate barricate realizzate con contenitori dell’immondizia ed altri arredi urbani. La Policía ha fatto irruzione all’interno dell’università ed ha realizzato delle cariche contro gli studenti, così come i manifestanti concentrati nel quartiere di San Andrés. Tre i manifestanti arrestati e una ragazza è rimasta ferita. A fine mattinata circa 400 manifestanti hanno fatto irruzione nei grandi magazzini El Corte Inglés, con l’intenzione di obbligarli a chiudere. Alle 18 una manifestazione è stata convocata dai movimenti sociali e dai cosiddetti indignados.

13.35 – La confederazione sindacale Intersindical informa che circa il 60% dei circa 400 istitui d’istruzione pubblici della Comunità di Valencia sono rimasti chiusi a causa dello sciopero. Nel settore privato invece l’adesione è stata del 45%.

13.30 – A Madrid forte partecipazione allo sciopero e alle manifestazioni: i sindacati dicono che l’adesione è stata del 91% nelle ferrovie regionali e in quelle statali, del 98% all’EMT, del 90% nella Metropolitana e dell’81% nel trasporto aereo. 

13.20 – A Londra un gruppo di solidali con i lavoratori dello stato spagnolo ha organizzato un presidio davanti all’ambasciata di Madrid presso la Gran Bretagna.

13.10– Secondo il responsabile del sindacato CGT per il settore marittimo  Enric Tarrida Martínez il porto di Barcellona è completamente paralizzato, eccetto che per i servizi minimi imposti dall’amministrazione. Così come nei porti di Valencia, Algeciras e Vigo.

13.00 – Assai difficile, se non impossibile, volare da e per le destinazioni spagnole. Sono stati questa mattina circa 1.300 dei 4.500 voli previsti quelli cancellati da praticamente tutte le compagnie operanti negli scali iberici, e altrettanti lo saranno nel pomeriggio-sera. Anche negli aereoporti italiani sono molti i passeggeri che evidentemente non sapevano dello sciopero generale e che quindi sono rimasti bloccati. 

12.45 – Alcune decine di lavoratori e giovani hanno lanciato petardi, uova e oggetti vari contro la sede a Gasteiz del Parlamento della Comunità Autonoma Basca, riunito – con l’assenza di tutti i gruppi della sinistra – per volontà del Partito Popolare e del Partito Nazionalista Basco in aperta sfida allo sciopero generale in atto. La Ertzaintza, la polizia autonoma, ha realizzato cariche contro i manifestanti.

11.45 – Manifestazioni sono state convocate per questa mattina nei quattro capoluoghi baschi: alle 12 da Piazza della Vergine Bianca a Gasteiz e da Piazza Gaztelu a Iruna-Pamplona, alle 12.30 da Plaza Moyua a Bilbao, dalla Cattedrale del Buon Pastore a Donostia. 
Nel pomeriggio, tra le 17.30 e le 19, nuove manifestazioni sono state convocate in circa 70 diverse località dei Paesi Baschi dai sindacati Ela, Lab, Stee-Eilas, Hiru, Ehne. 

11.40 – Allo sciopero generale hanno aderito oggi anche i custodi della famosa Alhambra di Granada, che come moltissimi musei e monumenti è rimasta quindi chiusa. In tutta l’Andalusia lo sciopero generale è assecondato in forma massiccia. Secondo le agenzie di stampa a Madrid e a Barcellona ci sono stati alcuni tafferugli con i picchetti di sciopero all’ingresso dei mercati centrali all’ingrosso, a Siviglia degli scioperanti hanno bloccato l’uscita degli autobus dal deposito, a Malaga attivisti hanno lanciato congegni fumogeni nei bar del centro storico rimasti aperti. Secondo i sindacati CCOO e Ugt l’adesione allo sciopero è stata finora dell’85%. Il consumo di elettricità, considerato un ‘termometro’ dell’impatto dello sciopero (fabbriche, uffici e imprese chiuse non consumano energia elettrica), è calato del 16% alle 10 del mattino rispetto al normale livello. Durante l’ultimo sciopero generale del 2010 il calo su tutta la giornata era stato del 14,7%, nel 2002 del 20,5% e nel 1994, contro la riforma delle pensioni voluta dal governo socialista di Felipe Gonzalez, del 34,2%. Dalle agenzie non è chiaro da quale fonte provengano questi dati.

11.35 Altri dati sull’adesione allo sciopero nei Paesi Baschi, dalla provincia di Araba, parlano di adesioni altissime (superiori al 70%) ovunque. 95% al Comune, 99% al Governo Basco, 100% nelle aziende Sidenor e Rottenberg (Gasteiz), Tubacex (Laudio), Helados y Postres (Araia), Talleres Oion, Mecanizados alaveses, Cartonajes, Trigosa, Bul Sistem, Gasteizko Mercedes, Legutioko Condesa, Eraikuntzan, BSH Electrodomésticos e altre.

bloccostradaleeh29m11.30 –
Dai territori cominciano ad arrivare alcuni dati sulla partecipazione allo sciopero, davvero molto alti. Il sindacato Lab informa che nei porti di Pasaia, Santurtzi, Ondarroa e Lekeitio ha aderito alla protesta il 100% dei lavoratori, mentre in importanti imprese di trasporto basche come Eusko Tren, Metro Bilbao, Bilbobus, Donosti Bus, Villavesa e TUVISA funzionano solo i servizi minimi obbligatori, quindi con un’adesione virtuale anche in questo caso del 100%.

11.20 – Tre manifestanti sono stati arrestati dalla Polizia Autonoma Basca mentre partecipavano ad un picchetto all’ingresso dell’Università a Gasteiz (Paesi Baschi) e un altro è stato arrestato, sempre nel corso di un picchetto, nella stazione degli autobus della Tuvisa nella stessa città. Sempre a Gasteiz il sindacato Lab denuncia che durante la notte alcuni sconosciuti (probabilmente aderenti all’estrema destra o alle forze di sicurezza) hanno dipinto due bandiere spagnole sulle pareti esterne della sede.

11.10 –  Paradossale e a tratti esilarante la cronaca dell’agenzia Ansa, che parla di calma tesa ma poi riporta di 58 fermi e tre feriti! “Calma tesa con incidenti isolati nelle prime ore dello sciopero generale indetto oggi dai sindacati Ugt e CcOo conto la riforma del lavoro. La protesta trascorre con «tranquillità», secondo quanto ha assicurato la direttrice generale del ministero degi interni, Cristina Diaz, in dichiarazioni ai media. Anche se si sono registrati incidenti isolati a Murcia e Siviglia e in altre città, che hanno portato finora a 58 fermi e tre feriti lievi, per lo più di fra i ‘picchetti’ alle entrate di mercati centrali, come quello di Barcellona e Murcia, che è stato chiuso. Da parte loro, i sindacati parlano di un’adesione dell’85% dei lavoratori allo sciopero, nei turni cominciati alle mezzanotte di ieri e fino alle 8 di questa mattina, soprattutto nei settori metallurgico, delle costruzioni e della raccolta dei rifiuti. Una partecipazione superiore a quella dello sciopero generale precedente del settembre 2010, contro le misure anti-deficit varate dall’allora governo Zapatero. Per i portavoce di Ugt e CcOo, «i cittadini hanno dato una lezione di civismo», a fronte della «sproporzionata presenza» di agenti delle forze di sicurezza nelle strade, secondo quanto ha denunciato il responsabile di comunicazione dell’Unione General Trabajadores, Jos‚ Javier Cubillo, secondo il quale a Madrid la massiccia presenza di agenti «somiglia allo sbarco in Normandia” (Ansa).

11.00 – Ieri intorno alle 20.30 la Guardia Civil ha fermato e identificato un ragazzo della località navarra di Irurita mentre attaccava manifesti per lo sciopero generale di oggi.

10.55 – Alcuni attivisti hanno realizzato nei 

giorni scorsi un sito web ad hoc per lo sciopero generale, dal titolo ‘Huelga General Sin miedo’, cioè sciopero generale senza paura. Un sito che offre la possibilità di veicolare le denunce fatte in forma anonima da quei lavoratori che siano stati minacciati di licenziamento o di ritorsioni da parte dei loro datori di lavoro perchè sospettati nei giorni scorsi di voler aderire allo sciopero. In pochi giorni sono state postate circa 2000 denunce. Quelle più 

frequenti riguardano i tentativi da parte delle aziende di conoscere in anticipo i nomi dei lavoratori che avevano intenazione di scioperare per poter opererare pressioni e ricatti nei loro confronti. Una delle denunce più gravi proviene da un lavoratore di una catena di Hotel con sede a Barcellona secondo il quale l’impresa li ha obbligati a dormire in albergo tra il 28 e il 29 marzo in modo da non permettergli di scioperare. 

10.50 – Piccoli cortei di bici per rallentare il traffico e convincere alcuni lavoratori in coda a tornarsene a casa e scioperare sono stati realizzati questa mattina presto in alcune città dello Stato. L’anno scorso la polizia aveva fermato numerosi cicloattivisti con l’accusa di ‘manifestazione non autorizzata’ e quindi l’invito quest’anno ai partecipanti alla iniziativa da parte dei promotori è stato quello di non concentrarsi troppo ma di pedalare in piccoli gruppi. In altre città si segnalano gruppi di manifestanti che hanno fatto visita ad alcuni centro commerciali e ad alcune banche rimasti aperti: l’indic

azione è quella di sommergere commessi e impiegati ‘crumiri’ (in questi due settori non esistono i servizi minimi garantiti) di richieste di informazioni e servizi. 

10.45 – Durante una conferenza stampa realizzata ieri a Bilbao dai partiti della sinistra indipendentista basca – EA, Alternatiba, Aralar y Batasuna – i loro rappresentanti hanno ribadito la loro totale adesione alla giornata di sciopero generale convocata oggi nei Paesi Baschi contro la riforma del lavoro, hanno fatto appello a tutti i cittadini a scendere in piazza perchè “non è vero che lottare non serve a nulla”. I rappresentanti politici hanno rivendicato la sovranità come ‘strumento per superare la crisi”.

10.40 – Forte ripercussione dello sciopero nei media. Oggi la televisione pubblica statale e le emittenti pubbliche regionali si limiteranno a mandare in onda repliche di programmi vecchi e alcune redazioni hanno deciso di mandare in onda periodicamente degli aggiornamenti sulle mobilitazioni dei lavoratori e delle lavoratrici.

10.35 – La squadra di calcio del Rayo

 Vallecano – una delle più popolari della capitale Madrid ed espressione del quartiere di Vallecas – ha deciso oggi di non realizzare i previsti allenamenti come forma di adesione allo sciopero generale. All’iniziativa hanno aderito sia i tecnici che i giocatori della squadra, interpretando così il sentimento di tanti dei loro supporter.

10.30 – Sciopero storico oggi in tutto lo Stato Spagnolo, perchè di natura storica è l’attacco che la classe politica spagnola sta portando ai lavoratori, ai loro diritti, ai loro salari e alle loro pensioni. Oltre che al futuro di un’intera generazione che gli obbedienti servitori locali della troika vorrebbero all’insegna della precarietà sul posto di lavoro e della subalternità nei rapporti sociali, politici e culturali. Uno sciopero generale per bloccare una riforma del lavoro che rende i licenziamenti più facili e meno costosi per le aziende e li estende anche al settore pubblico; che estende la precarietà a tutti i contratti imposti ai giovani lavoratori; che dimezza in termini di tempo e di consistenza i sussidi di disoccupazione in un paese dove il ‘desempleo’ viaggia verso il 25%; che permette alle aziende di varare licenziamenti collettivi senza neanche far finta di essere in crisi.

Uno sciopero che dice un No grande come una casa all’approvazione, calendarizzata per domani in consiglio dei ministri, della nuova manovra lacrime e sangue fatta di tagli ai servizi pubblici, privatizzazioni e nuove tasse da quasi 20 miliardi. L’UE ha ‘chiesto’ a Rajoy di abbattere il deficit pubblico al 5.3% quest’anno e ancora di più il prossimo, costi quel che costi. 

Tre scioperi in uno.
Quello convocato ormai due mesi fa dai sindacati di classe e nazionalisti baschi (Ela, Lab, Hiru, Stee-Eilas, Esk, Ehne), catalani (CSC), galiziani (Cut, Cig). 
Quello convocato dai sindacati di base e combattivi che operano in tutto lo Stato, come la Cnt, la Cgt e i Co.Bas.
Quello ‘obbligato’ delle due grandi centrali concertative, la ‘socialista’ Ugt e la ‘comunista’ CC00, convocato solo 20 giorni fa quando ormai era chiaro che i lavoratori spagnoli, baschi, galiziani, catalani avrebbero scioperato con chiunque avesse invitato alla mobilitazione contro un governo che definire antipopolare è poco. 

Soprattutto uno sciopero vero, non di rappresentanza ma di conflitto: picchetti davanti alle grandi fabbriche già nella notte, e davanti agli uffici pubblici e ai centri commerciali e alle università questa mattina. Picchetti e presidi anche nelle stazioni degli autobus e dei treni, per dire ai lavoratori minacciati di licenziamento in caso di sciopero che non sono soli. E manifestazioni, tanti cortei nei quartieri popolari, nelle zone industriali, nei centri storici delle città, dalla mattina fino a tarda sera.

 

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