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Spagna. Barcellona “accoglie” la Bce

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Barcellona, caceroladas contro i vertici della Bce

 

BARCELLONA

Mentre il lussuoso Hotel Arts si tira a lucido per accogliere, oggi, la riunione del consiglio di governo della Banca Centrale Europea, checkpoint e controlli di polizia si moltiplicano, in una Barcellona assolata, già presa di mira da migliaia di turisti ma blindata.
Ottomila agenti sono stati chiamati a vigilare sulla riunione della Bce, il Trattato di Schengen è stato sospeso ormai da sabato notte, le frontiere sono super controllate: 31 persone sono state respinte e 21 detenute. Perfino uno dei sindacati di polizia catalana, lo Sme-Ccoo (Comisiones Obreras) ha criticato il dispositivo di sicurezza approntato per la riunione dei 17 governatori delle banche europee definendolo «faraonico». Ma il consigliere degli interni catalano, Felip Puig tira dritto per la sua strada parlando di «pericolo di manifestazioni violente» come già aveva fatto alla vigilia dello sciopero generale del 29 marzo, dando così il via libera alla repressione durissima della polizia. In carcere rimangono tre persone, tra cui la segretaria della Cgt (Confederacion General de Trabajadores) di Barcellona, Laura Gómez. Gómez è stata prelevata dalla sua abitazione il 24 aprile, un arresto preventivo e intimidatorio, come sottolinea la Cgt.
Dopo le manifestazioni del primo maggio, affollate a Barcellona come nel resto della Spagna, il movimento 15-M ha fatto girare in rete un documento in cui si invitano i cittadini a non accettare questa blindatura della città e a uscire «alla finestra, sul balcone, sulle terrazze» alle 21 di oggi e domani per far «sentire quanto più rumorosamente possibile l’indignazione nei confronti dei governatori della Bce». Nel documento il 15-M chiede a tutti i cittadini di «suonare» qualunque oggetto metallico, per almeno quindici minuti. La proposta di caceroladas è nata dall’ultima assemblea del coordinamento del movimento ed è stata accolta dalle assemblee di barrio della città. Oltre alla battitura delle pentole, si chiede a tutti di appendere alle finestre cartelli che «rendano visivo» il rifiuto della repressione e della riunione della Bce.
Oggi arriverà a Barcellona anche il presidente del governo, Mariano Rajoy, che cenerà al Palazzo di Pedralbes con il consiglio di governo della Bce. L’Ine (Instituto Estatal de Estadística) ha confermato lunedì scorso che l’economia spagnola è entrata nuovamente in recessione. Il Pil è sceso dello 0,3% tra gennaio e marzo. Si tratta del terzo trimestre di contrazione consecutiva. Anche nell’ultimo trimestre del 2011 infatti il ribasso era stato dello 0,3%. Il primo trimestre 2012 ha anche registrato una percentuale di disoccupazione record: il 24,44% della popolazione attiva è senza lavoro. Tra i giovani il dato arriva al 50,5%. La Banca di Spagna ha inoltre incaricato due società di consulenza (Lackrock e Oliver Wyman) di creare una “bad bank” ispirata al modello irlandese verso cui far confluire le attività immobiliari a rischio delle banche spagnole.
Nonostante i divieti e la blindatura della città, oggi scenderanno in piazza gli studenti. La Plataforma Unitaria en Defensa de la Universidad Pública che riunisce studenti e professori ha convocato infatti uno sciopero contro l’aumento delle tasse universitarie. Il movimento si sta preparando a due altri appuntamenti, il 12 e il 15 maggio. Il 12 è prevista una manifestazione in Plaça Catalunya contro i tagli del governo, la riforma del lavoro e in preparazione dell’anniversario del 15-M il 15 maggio appunto. Saranno due appuntamenti globali, per riprendersi le strade a un anno dalle proteste che «hanno visto milioni di uomini e donne – si legge nel comunicato dei catalani – dare avvio a un processo di cambiamento sociale. Oggi, a un anno di distanza, dopo una protesta che non ha visto risposte, torniamo in strada con manifestazioni e uno sciopero del consumo».

da “il manifesto” del 3 maggio 2012

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