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Grecia: scioperi e scontro sulla Lista Lagarde

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I lavoratori della metropolitana, ferma da questa mattina all’alba, si oppongono all’azione del governo che punta ad una retribuzione unificata per tutti i dipendenti pubblici. Il che comporta di fatto la cancellazione del loro contratto collettivo di lavoro e il livellamento al ribasso delle retribuzioni che saranno tagliate di una consistente percentuale. I sindacalisti si sono scusati all’inizio della settimana con i viaggiatori per lo sciopero, deciso dopo il fallimento di ogni negoziato con il governo.

Nel frattempo, sempre oggi, solo i casi di emergenza vengono trattati negli ospedali pubblici in tutto il Paese, e allo sciopero dei medici si sono aggiunti i dentisti privati, per protestare contro il cattivo stato del sistema sanitario pubblico. Gli ospedali pubblici resteranno chiusi per tutta la giornata di oggi a causa di una astensione dal lavoro di 24 ore proclamata dalla Federazione Nazionale dei medici ospedalieri (Oenge) e dai medici privati in segno di protesta contro le misure di austerità che, secondo i sanitari, colpiscono tutti i settori della Sanità pubblica. Inoltre l’Oenge, insieme alla Federazione Nazionale dei Lavoratori negli ospedali pubblici, ha proclamato un nuovo sciopero di 24 ore, per il 31 gennaio, chiedendo – secondo un comunicato – ”il ritiro delle disastrose decisioni del ministero della Sanità”.

Intanto in parlamento inizia lo scontro, in un clima di forte tensione e di scambi di accuse fra governo e opposizione, sulla cosiddetta vicenda della ”lista Lagarde”, che contiene i nomi di 2.059 facoltosi greci – politici e imprenditori, per lo più – che hanno un conto corrente nella succursale di Ginevra della banca Hsbc. I nominativi, contenuti in un cd, erano stati consegnati nel 2010 dall’allora ministro delle Finanze francese Christine Lagarde (attuale direttore dell’Fmi) all’allora ministro greco, il socialista Papacostantinou, ma il cd si era “misteriosamente volatilizzato”. Oggi i parlamentari greci dovranno decidere su eventuali responsabilità di due ex Primi Ministri, il socialista Giorgos Papandreou e quello di unità nazionale Lucas Papademos e di due ex Ministri delle Finanze Constantinos Papaconstantinou, ed Evaghelos Venizelos, Ministri dei governi di Papandreou e di Papademos, rispettivamente, riguardo fra l’ altro, la sparizione del cd originale, la cancellazione dalla lista di alcuni nomi di familiari di Papaconstantinou, e il mancato utilizzo della lista per la ricerca di evasori fiscali. Lo scontro in Parlamento si prevede molto duro, soprattutto fra il leader del Pasok Evaghelos Venizelos e il maggior partito d’opposizione, Syriza. La sinistra radicale infatti insiste nel chiedere che sia messo sotto inchiesta anche il leader del Pasok, eventualità che i partiti che compongono la coalizione governativa – socialisti, socialdemocratici e centrodestra – vogliono assolutamente scongiurare. 

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