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Germania: no a nuovo processo per strage nazista di Stazzema

Secondo la procura nello studio dello storico Carlo Gentile, presentato dall’avvocato Heinecke, non ci sono nuovi elementi in grado di dimostrare una premeditazione da parte degli ex membri della 16/a Divisione Reichsfuehrer per l’eccidio di oltre 560 civili avvenuto il 12 agosto del 1944. Proprio la mancanza di premeditazione e l’impossibilita’ di stabilire colpe individuali per i cinque ancora in vita impedisce alla giustizia tedesca di procedere, riaprendo le indagini chiuse nel settembre del 2012. ”Per queste ragioni – si legge nel comunicato stampa – nel caso di un’imputazione la corte assolverebbe gli imputati con alta probabilita’. La procura non puo’ dunque richiedere un’imputazione”. I ricorrenti, ha spiegato all’ANSA il procuratore Christoph Kalkschmid, possono ancora fare ricorso alla corte d’appello. Se anche quest’ultimo grado della giustizia ordinaria dovesse dare esito negativo, resterebbe l’appello alla corte federale.

Si dice ”sorpreso e amareggiato” Enrico Pieri, uno dei superstiti della strage per la notizia arrivata dalla Germania secondo la quale non ci sarebbero i presupposti per procedere nei confronti di cinque ex membri della 16/a Divisione Reichsfuehrer. ”Ero poco fiducioso” dice Pieri, che é anche il presidente dell’Associazione Martiri di Sant’Anna. Pieri, tra l’altro, fu uno dei protagonisti dell’incontro del 24 marzo scorso tra i presidenti della Repubblica italiana e di quella federale tedesca, Giorgio Napolitano e Joachim Gauck, davanti al monumento che ricorda l’eccidio. ”Quando arrivò la notizia che forse era possibile procedere nei confronti di questi altri cinque militari tedeschi mi pareva un fatto positivo e giusto per quanto accaduto. Nello stesso tempo avevo un po’ di timore che potesse avvenire realmente il processo. La notizia che é arrivata adesso dalla Germania conferma i miei dubbi e le mie perplessita”’. ”Sono amareggiato e deluso, nello stesso tempo. Mi auguro però che il nostro avvocato che cura le pratiche in Germania possa ricorrere all’appello della Corte Federale proprio per mantenere viva la questione senza che venga archiviata in fretta. Ho fiducia nella giustizia, quindi mi auguro che quello che é avvenuto oggi possa essere ribaltato – conclude Pieri – per rendere giustizia alle vittime che ci sono state in questa barbarie avvenuta il 12 agosto del 1944 dalla quale sono riuscito miracolosamente a scampare. E proprio per questo motivo mi batterò fino a quando ne avrò la forza per cercare giustizia per coloro che non ci sono più”.

”Ho appreso la notizia: prendo atto della sostanziale differenza a cui sono pervenuti i pubblici ministeri di Stoccarda sulle indagini per l’eccidio di Sant’Anna di Stazzema. Attendiamo che la nostra sentenza sia eseguita dalla Germania, come previsto dalle norme”. Il commento è di Marco De Paolis, procuratore militare di Roma.

Sant’Anna di Stazzema, nell’alta Versilia (Lucca), é stato il paese protagonista di uno dei massacri più efferati condotti dai nazisti in ritirata. Il 12 agosto 1944, diversi reparti delle SS comandati dal generale Max Simon circondarono il paese all’alba, accompagnati da fascisti in veste di guide che poi parteciparono all’eccidio. In poche ore vennero massacrate 560 persone, in gran parte bambini, donne e anziani di cui solo 390 identificabili. La vittima più giovane fu Anna Pardini, di appena 20 giorni. Non fu una ‘normale’ rappresaglia. Come é emerso dalle indagini della Procura Militare della Spezia, si trattò – come per l’eccidio di Monte Sole – di una azione premeditata. L’obiettivo era quello di sterminare la popolazione, in linea con la ‘soluzione finale’ portata avanti dai nazisti nei vari territori occupati.

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