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Turchia: è caccia alle streghe

Mentre in alcune città turche continuano incessanti le manifestazioni contro il governo e l’impunità della polizia e delle squadracce del partito islamista Akp, responsabili della morte di numerosi dimostranti, il governo sembra perseguire senza tentennamenti una repressione sistematica di ogni forma di dissenso, fino ad arrivare a misure parossistiche di punizione nei confronti di chi osa criticare Erdogan e il suo operato.

Decine di persone sono state arrestate dalla polizia questa mattina a Istanbul per avere partecipato alle proteste anti-governative della ultime settimane. Secondo l’agenzia Anadolu, almeno 30 persone sono già finite in manette nell’ambito di una maxiretata affidata agli agenti dell’antiterrorismo che ha portato ad almeno un centinaio di blitz e perquisizioni in altrettante abitazioni della metropoli sul Bosforo.

Ieri invece quindici manifestanti arrestati a Smirne venerdì scorso sono stati deferiti alla giustizia e incolpati di appartenenza a organizzazione terroristica, danneggiamento della proprietà pubblica e alle istituzioni e altri reati di opinione. Decine di altri manifestanti, fra cui molti attivisti di organizzazioni di estrema sinistra, sono già stati deferiti ai tribunali con le stesse imputazioni nelle ultime due settimane in altre città del paese. A Istanbul due deputati del Chp, il principale partito di opposizione, hanno visitato in carcere diversi manifestanti arrestati. Secondo i parlamentari, riferisce Cumhuriyet, tutti hanno subito molestie, violenze e insulti durante la detenzione. Il quotidiano Evrensel definisce ”tragicomiche” le imputazioni formulate contro i manifestanti arrestati. Fra i casi citati dal giornale quello di Mehmet Yalcin, detenuto per avere detto alla polizia che la violenza usata contro i manifestanti era ”vergognosa”.

Ma ci sono casi ancora più eclatanti. La polizia ha infatti arrestato ad Istanbul un uomo che vendeva bandiere turche ai manifestanti vicino a piazza Taksim. Lo ha riferito la stampa turca, secondo la quale il venditore ambulante rischia ora una pesante condanna perché accusato di ”incitamento ai disordini”. L’uomo, Ali Saricicek, padre di 5 figli, é stato arrestato con diversi manifestanti nella notte fra sabato e domenica quando la polizia ha di nuovo disperso con la forza, usando cannoni ad acqua e gas lacrimogeni, alcune migliaia di manifestanti anti-governativi. Il quotidiano Vatan precisa che la procura di Istanbul potrebbe chiedere fino a 20 anni di carcere per il venditore arrestato.

Ma non basta. Uno dei più popolari giocatori di basket della Turchia é stato escluso dalla nazionale per avere appoggiato le proteste di piazza delle ultime settimane. Cenk Akyol, 26 anni, del Galatasaray campione di Turchia, considerato uno dei giocatori più promettenti del momento, non é stato selezionato per far parte della squadra in competizione per l’EuroBasket 2013. Il presidente della FederBasket turca Turgay Demirel ha negato che valutazioni politiche siano la causa dell’esclusione del giocatore, che sarebbe dovuta alla sua scarsa forma attuale. La stampa turca rileva però che Akyol é stato negli ultimi mesi il trascinatore del Galatasaray verso la conquista del titolo nazionale. ”Mi hanno detto che lo Stato non mi vuole” ha commentato laconicamente il giocatore. Il Galatasaray ha chiesto in una nota ”spiegazioni” sulla vicenda.

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