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Tunisia: jihadisti minacciano di rivelare legami con governo

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Giro di vite in Tunisia contro i gruppi jihadisti e salafiti, da tempo protagonisti di aggressioni, omicidi e persecuzioni nei confronti dei cittadini di alcune aree del paese e in particolare nei confronti di esponenti dell’opposizione di sinistra e dei sindacati di classe. Da tempo le opposizioni denunciano i legami tra il governo degli islamisti ‘moderati’ di Ennahda e i gruppi violenti e fondamentalisti, in particolare dopo l’assassinio del leader del Fronte di Sinistra Chokri Belaid, ma le forze politiche governative hanno sempre negato di spalleggiare i salafiti. Anche se questi hanno svolto spesso il ruolo di mazzieri e squadristi all’interno della cosiddetta Lega per la protezione della rivoluzione, una sorta di milizia creata dai nuovi governanti dopo la cacciata del dittatore Ben Alì e incaricata di stabilire il nuovo ordine islamista.

Nei giorni scorsi il ministro dell’Interno tunisino ha accusato il gruppo jihadista Ansar al-Sharia di voler uccidere una ventina di personalità del Paese, tra cui il presidente della Costituente, Mustapha Ben Jaafar. Nei giorni precedenti il governo di Tunisi aveva già accusato l’organizzazione di essere responsabile della morte dei due leader dell’opposizione, Chokri Belaid e Mohamed Brahmi, uccisi nei mesi scorsi, e di avere legami con al Qaeda nel Maghreb. Secondo la lista diffusa durante una conferenza stampa dal ministro Lotfi Ben Jeddou, i jihadisti vorrebbero colpire anche il fratello del premier ed esponente del partito islamico Ennahda, Ameur Larayedh, gli esponenti dell’opposizione Taieb Baccouche e Maya Jribi, così come i giornalisti Sofiane Ben Farhat e Naoufel Ouertani. Alcuni jihadisti arrestati, ha precisato il ministro, hanno “confermato l’esistenza di un’ala segreta dell’organizzazione dedita ad omicidi ed azioni terroristiche”. “Ansar al-Sharia vuole sfruttare l’instabilità del Paese e attaccare obiettivi di sicurezza e militari”, ha aggiunto il responsabile per la sicurezza pubblica, Mustapha Ben Amor. In conseguenza di quanto affermato alcuni giorni fa il governo tripartito di Tunisi ha deciso di mettere fuori legge Ansar al Sharia e di classificarla come ‘organizzazione terroristica’, e provvedimenti simili potrebbero presto arrivare per altri piccoli gruppi salafiti, nel tentativo di placare le continue e possenti manifestazioni dei partiti dell’opposizione che chiedono il pugno duro contro i fondamentalisti e la cacciata dal governo degli islamisti di Ennahda considerati in combutta con gli estremisti e autori di una politica autoritaria e repressiva.

 

In risposta alla decisione del governo però Ansar al Sharia minaccia ora di rivelare i rapporti che ha avuto con esponenti del governo tunisino. Secondo il quotidiano El Maghreb, che cita fonti vicine al gruppo salafita, Ansar al Sharia è pronta ora a pubblicare i video degli incontri che suoi esponenti hanno avuto con emissari di Ennahda e del Congresso per la Repubblica, due (il terzo é Ettakatol) dei tre partiti che formano l’esecutivo di Tunisi. Il gruppo potrebbe, come reazione alla classificazione terroristica, rendere noti i nomi degli elementi delle forze di sicurezza che hanno coperto i salafiti ricercati e agevolato le proprie azioni aggressive. Stando sempre a El Maghreb, alcuni elementi di Ennahda avrebbero avuto contatti diretti con Abou Iyad, leader del gruppo salafita e latitante dal settembre dello scorso anno, con accuse di terrorismo a suo carico. 

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