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Francia: rivolta dei ‘berretti rossi’, scontri in Bretagna

La Francia dovrebbe far parte del nucleo duro dell’UE, quello favorito da politiche centrali che stanno mandando a picco i Piigs a beneficio di Parigi e Berlino. Ma negli ultimi mesi la situazione sociale in Francia è peggiorata vertiginosamente: centinaia di aziende chiudono ogni mese, la disoccupazione sale, e la rabbia sociale cresce, mettendo il vento in poppa all’estrema destra nazionalista e xenofoba di Marine Le Pen in mancanza di una risposta adeguata da parte della sinistra.

Un segno della rabbia che cova sotto la cenere e che a volte emerge in maniera dirompente si è avuto oggi a Quimper, città della Bretagna, dove alcune decine di migliaia di persone – moltissime quelle che indossavano un berretto rosso, simbolo un movimento che per caratteristiche e composizione sociale richiama quello italiano dei ‘forconi’ – sono scese in piazza per protestare contro le politiche economiche del governo di centrosinistra in una delle zone del paese più colpite dalla crisi e dalla deindustrializzazione. Nel primo pomeriggio si erano già verificati alcuni scontri tra i manifestanti e le forze dell’ordine, ma poi una parte dei manifestanti ha tentato di fare irruzione all’interno del Municipio della città. La polizia è intervenuta duramente contro i dimostranti nel tentativo di disperderli lanciando lacrimogeni e caricando i lavoratori anche con gli idranti.
Nel mirino della protesta la cosiddetta ecotassa, un’imposta sui trasporti su gomma poi sospesa dal governo dopo le prime mobilitazioni popolari lo scorso martedì. Ma sono i licenziamenti di massa e la crescita della precarietà che hanno portato in piazza molta gente oggi nel nord-ovest della Francia.
Violenti scontri tra lavoratori e polizia si erano comunque già registrati lo scorso fine settimana, sempre in Bretagna, all’altezza di Finisterre, sulla strada tra Brest e Quimper bloccata per giorni dai dimostranti che hanno anche assaltato alcuni uffici per la riscossione delle tasse.
Negli ultimi giorni alla protesta partita dagli autotrasportatori, dagli allevatori, dai pescatori e dai contadini, si sono uniti disoccupati, commercianti, operai e studenti della regione. Nella mobilitazione popolare, indetta da un coordinamento regionale di cui fanno parte realtà sociali e sindacali, si sono infilati non solo i militanti del Front National e di gruppi ancora più a destra, ma anche militanti di alcuni gruppi dell’estrema sinistra come il Nuovo Partito Anticapitalista e le organizzazioni della sinistra indipendentista bretone.
Mentre il sindacato Cgt, espressione del Partito Comunista Francese, ha scelto di defilarsi.

Un interessante reportage sulla mobilitazione dei ‘bonnets rouges’

                

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